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Le Contrade al di sopra di tutto anche del fisco?

Nel momento in cui il mondo contradaiolo ha ritenuto di possedere quelle chiavi di accesso alla cosiddetta Repubblica di Siena, si è assistito ad una progressiva e costante maturazione del concetto che "a Siena si può far quello che si vuole", sempre ovviamente nell'ambito contradaiolo. Spinti dalla certezza di avere in mano queste chiavi, ed anche in considerazione del "boom comunicativo" del Palio, grazie soprattutto all'immagine del fantino-simbolo (Aceto) e della crescente attenzione del meccanismo televisivo, i vari dirigenti di Contrada, che si sono avvicendati nel ruolo, anziché riflettere sull'effettiva consistenza del concetto "chiavi in mano" hanno preferito innescare quei meccanismi di forza di cui oggi il mondo contradaiolo deve leccarsi le ferite. I primi segnali di allarme, e ci riferiamo sia allo studio del professor Comporti del 1987 che all'impegno di tutti gli onorandini degli inizi anni '90, sono stati sistematicamente ignorati e ci si è, di anno in anno, spinti a far sì che l'elastico, tra il lecito e l'illecito, si frantumasse. Se si fosse rotto poteva anche capitare di riaggiustarlo, ma oggi si deve parlare di frantumazione vera e propria. Le colpe vanno ricercate necessariamente sui vertici degli onorandini, che, negli anni, hanno pensato che, sinceramente, il legame tra Palio e Repubblica di Siena risultasse veramente al di sopra di tutto e di tutti. La logica conseguenza di questa auto-convinzione è stata quell'ignorare continuo di certe sollecitazioni che provenivano da ambienti che non sono mai stati ostili, ma collaborativi, come, appunto, il comando della Guardia di Finanza di Siena e l'Agenzia delle Entrate. Se oggi, dopo la disastrosa esperienza collaborativa con il celebre Di Tanno (esperienza che è ormai decisamente in archivio per 16 Contrade, fa eccezione il Nicchio il cui onorandino non può mettersi in contrasto né con Izino, né con Giuseppino della Mucchina), si deve ripartire tutto dall'inizio, significa non tanto di aver perso due anni alla ricerca di una soluzione, quanto che le "chiavi della Repubblica di Siena" erano di cioccolata e non di bronzo. L'impressione che si avverte è che l'azione delle Fiamme Gialle senesi tenda a completare l'intero panorama contradaiolo e che, in tempi relativamente brevi, anche le altre Contrade, rimaste finora sul balcone a guardare, vengano chiamate in causa nella vicenda fiscale. Nel recente e consueto appuntamento di fine giugno, il nuovo comandante "senese" delle Fiamme Gialle Cuomo ha tenuto a precisare alcuni aspetti che meritano attenzione, proprio in questo periodo di attesa che ci separa dalla "seconda ondata" di accertamenti. La frase "le Contrade sono al di sopra di tutto e di tutti, anche del fisco" se accoppiata a quella del "cerco di capire il Palio anche attraverso il lavoro di studiosi senesi" può risultare un passaggio particolarmente importante per l'intera vicenda. A nostro parere, il comandante Cuomo è stato molto abile e fine nel miscelare queste due frasi con quella che riguarda l'altra azione, quella dell'Agenzia delle Entrate: "stiamo procedendo con lo stesso obiettivo"; abile a tal punto da far capire con naturale chiarezza due aspetti della vicenda: la Guardia di Finanza continua nella sua azione; la Guardia di Finanza ha una sua specificità operativa che non può ignorare. Le Contrade non sono al di sopra di tutto e di tutti, non lo sono mai state. E' solo negli ultimi 35-40 anni che si è pensato di ritenere, e sostenere, che nel Palio o, meglio, sotto l'ala protettiva del nome "Contrada", si potesse incanalare, e nascondere, tutto: dalle azioni "da prima fila", a quelle fiscali al di là delle normative vigenti. Sia chiaro, una volta per tutte, che nel passato, dal 1700 agli anni '70, chi sgarrava, specialmente per ciò che riguarda le cosiddette "risse", si presentava, senza il sostegno della Contrada, davanti ai giudici. Tornando all'aspetto attuale del campo fiscale, si ha l'impressione che il comandante Cuomo voglia sì continuare, come è suo obbligo istituzionale, nel ricondurre tutte le Contrade "dentro" le normative fiscali e "non fuori", ma si avverte anche, da quelle frasi cui accennavamo, e che non sembrano né campate in aria né casuali, un'attenzione per l'istituzione-Contrada che potrebbe essere analizzata in modo completamente diverso dalla "posizione" che dovette subire. l'allora comandante Marongin. prima dagli onorandoni e poi, addirittura, da Izino. Il 21 giugno scorso, la Guardia di Finanza ha festeggiato il suo anno n. 231. Nel 1774 vinsero l'Oca a luglio ed il Valdimontone ad agosto; oltre al Palio, le Contrade già esistevano.

Sergio Profeti

18 luglio 2005