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E' vero: a Siena ci sono 34 istituzioni che svolgono attività commerciali

Le decisioni, pilotate, imposte e non certo veritiere, che alcune Contrade, attraverso le rispettive Società, stanno assumendo portano a due considerazioni semplici. La prima è che ci troviamo davanti ad una realtà assolutamente commerciale e, finora, nascosta ad ogni intervento tributario. La seconda convalida la giustezza dell'azione intrapresa, con equilibrio ed a viso aperto, da parte della Guardia di Finanza di Viale Curtatone. Il fatto che si vada a modificare gli statuti delle Società di Contrada, o, peggio ancora, che si vadano a formare delle Società ad ho,c con tanto di provvisoria partita Iva ed altrettanto provvisoria liquidazione degli impegni tributari, è la più semplice dimostrazione che finora si sono svolte clandestinamente delle attività commerciali. Si sta cercando di correre, ed anche alla svelta, ai ripari disintegrando un'unità di intenti e di comportamenti che, al contrario, avrebbe fatto emergere un'unica lettura di un unico problema. C'è volutamente una carenza di informazione alla base, poiché si devono bruciare, su consiglio del celebre Di Tanno, i tempi e incanalarsi su una strada che è un'offesa istituzionale alla storia della città ed a quelle secolari istituzioni che sono nate ed hanno avuto riconoscimenti specifici molti secoli prima della cosiddetta Unità nazionale. Si bruciano i tempi e si forniscono false ed inventate versioni, pur di giungere al congiungimenti dei punti tracciati, un po' alla rifnusa, dal celebre Di Tanno, che sta facendo molto danno. Il fatto, ad esempio, che  vari onorandini non raccontino la verità, e puntino decisamente a convertire in "legge rionale" le istruzioni dannose ricevute dal celebre Di Tanno, lascia particolarmente perplessi. Ci sono onorandini che, per zittire la popolazione contradaiola, stanno sostenendo che, con questo passo di modifica degli Statuti delle Società, l'Agenzia delle Entrate di Siena sarebbe particolarmente sensibile a chiudere occhi e palpebre. Pure e semplici invenzioni, falsità gratuite che denotano l'insicurezza e l'ingestibilità delle vicende cui il mondo contradaiolo è sottoposto grazie, esclusivamente, alla presenza deliberativa dei quattrogiornisti. Una falsità pensare che l'Agenzia delle Entrate, davanti a precise e voluminose indicazioni della Guardia di Finanza, possa far prendere la polvere ai vari incartamenti. Lo sfaldamento dell'operatività comune è il classico risultato perdente di chi non ha fiducia nella propria storia e nei propri mezzi. Ognuno andrà a correre da solo contro un "mostro" che, proprio in relazione all'insicurezza ed incapacità ben evidenti, si farà sempre più forte dei "successi" finora raggiunti. E', quindi, vero che a Siena esistono, o sono esistite, 34 istituzioni che da decenni hanno svolto attività commerciale senza pagare le tasse. In gergo vengono definiti "evasori fiscali totali". Il tempo per dimostrare che le 34 istituzioni non hanno mai infranto le "regole" legittime dello Stato italiano c'è ancora, basta mandare a casa chi non ha ancora ben compreso cosa significhi la "storia" della città, offuscato da facili guadagni commerciali che non esisteranno più.

Sergio Profeti

25 maggio 2005