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Il Cittadino Oggi
La Nazione |
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Prepariamoci,
siamo alla fine
Contrariamente a quanto affermato ed apparso sulla
stampa locale nei resoconti di ieri, ci sono notevoli problemi per risolvere e
trovare un'unità di indirizzo tra le 17 Contrade davanti all'azione, presente e
futura, della Guardia di Finanza. Ci dobbiamo preparare alla fine del viaggio
contradaiolo, poiché la situazione è gestita con quella mentalità che
porterà ad affermare che, di fatto, la Guardia di Finanza aveva mille ragioni a
mettere il naso su un'attività commerciale, che però non è commerciale, ed
individuare 17, o giù di lì, evasori totali. Il celebre Di Tanno,
particolarmente bravo e competente nel misurarsi con la platea che, di volta in
volta, incontra, non possiede quelle caratteristiche di conoscenza del mondo del
Palio in quanto è stato indrottinato sull'argomento da tre quattrogiornisti di
provata fede: l'Onorandone, il "predestinato successore" e Giuseppino
della Mucchina. Fra tutti e tre nessuno vi saprà dire perché in Piazza del
Campo, nel 1721, fu stabilito di correre in 10 e non, magari, in 9 o 11. Il
futuro del mondo dell'esistenza delle Contrade passa attraverso un illustre
personaggio, Di Tanno, il quale, però, deve rendersi conto che non tutti, pur
rimanendo in doveroso silenzio, sono bolliti e ciuchi. Tutt'altro. Siamo alla
fine perché si danno informazioni non vere, addomesticate e che non
rispecchiano la situazione; siamo alla fine perché non si ha il coraggio di
mettere alla porta il celebre Di Tanno e perché non si vuole contrastare le
direttive della Mucchina; siamo alla fine perché il "predestinato
successore" continua ad attaccare la legittimità dell'azione della Guardia
di Finanza; siamo alla fine perché il celebre Di Tanno cercherà di trovare un
"accordo" con l'Agenzia delle Entrate; siamo alla fine perché i 16
onorandini + 1 Priore non hanno ottenuto dalle rispettive assemblee il mandato
per valutare il futuro della rispettiva esistenza in città. Siamo alla fine
perché non dovrà essere il celebre Di Tanno a
scrivere il ricorso, ma ben altri personaggi che, nel passato, non solo non
hanno mai perso ma sanno perfettamente dove mettere le virgole contradaiole ed i
punti e virgola contradaioli. Siamo alla fine perché il popolo delle Contrade,
dopo un anno, non è stato ancora reso partecipe di ciò che accade e perché si
vuole continuare ad avere la botte piena e la serva sbronza. Siamo alla fine
perché i quattrogiornisti sono entrati nelle Contrade e parlano di Palio, di
tradizioni, di cultura, di storia. Prepariamoci, siamo alla fine.
Sergio Profeti
18 aprile 2005
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