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L'attacco
alla Guardia di Finanza assume proporzioni politiche a difesa del
non-capace "predestinato successore"
Aveva alzato, come suo costume, nuovamente il
tiro sulla legittima azione della Guardia di Finanza per nascondere la
propria non-capacità a seguire argomenti delicati e complessi come
quello fiscale. Una non-capacità che si rispecchia fedelmente nella
vita quotidiana dell'amministrazione della città, con un occhio
particolare alla Festa della città, il Palio, che il "predestinato
successore", un quattrogiornista ad origine controllata, sta
mandando sempre più allo sfascio. L'ennesimo attacco del
"predestinato successore" alle Fiamme Gialle, perfettamente
riportato dalla stampa locale, ci ha trovati
pronti a far emergere un quadro nel quale lo stesso "predestinato
successore" ha recitato un ruolo chiave per non-competenza,
non-capacità, non-adattabilità, non-interesse. E' stato un quadro che
ha fatto sobbalzare il torraiolo Ceccuzzi, il quale ha immediatamente
ordinato ai verdini e agli onorandini un'immediata presa di posizione,
che, puntualmente, si è verificata ma che è andata ad incrementare la
straziante posizione dello stesso "predestinato successore". A
queste due posizioni si è aggiunta quella volontaria di Giuseppino
della Mucchina, che completa, in parte, il quadro istituzionale contro
la Guardia di Finanza e non fa che mettere in difficoltà il mondo
contradaiolo e paliesco. Ma accanto a tutte queste posizioni positive,
si fa per dire, per il "predestinato successore" si sono
affacciate anche quelle a sfavore della Lega e di Forza Italia e
l'impressione che se ne deduce è che si tratti di posizioni inevitabili
e dettate da una posizione contro il potere assoluto ed anche razzista.
La preoccupazione è che da qui in avanti si assista, proprio per colpa
diretta del "predestinato successore" e del torraiolo Ceccuzzi,
che sta cercando di strumentalizzare la vicenda, a prese di posizioni
politiche, abbandonando così il mondo delle Contrade ad un destino
particolarmente negativo. Per loro fortuna, esistono altri meccanismi,
le sentenze del passato ed i ricorsi del futuro, con cui cancellare alla
svelta questa brutta pagina della vicenda. E' inutile continuare ad
elencare le impressioni se la Guardia di Finanza abbia fatto bene o male
a porre alla luce l'aspetto fiscale e tributario del mondo contradaiolo.
E', al contrario, utile focalizzare l'attenzione e le forze su una
stagione di carte bollate, di storia e di rilievi a cui, certamente, il
celebre Di Tanno non saprà rispondere.
Sergio Profeti
15 aprile 2005 |