SUNTO

 Sunto non si compra ... si legge gratis - Dal 1976 l'informazione paliesca senza un briciolo di pubblicità -  contatti

 

 

Gli Statuti delle Società di Contrada non devono essere toccati

Nell'incontro di sabato tra il celebre Di Tanno ed i 17 presidenti di Società si parlerà naturalmente anche dei 17 Statuti di Società, che il noto fiscalista ha modificato e resi attinenti alle nuove visioni tributarie della repubblica italiana. Si tratta, in sostanza, del primo passo verso quel mondo da cui le Contrade, e le rispettive società, dovranno affacciarsi se rinunceranno alla loro struttura secolare e legale che non si pone in contrasto con l'ordinamento tributario ma ne segue, diligentemente, le orme. Modificare gli statuti, per plasmarli appunto alle esigenze tributarie nate progressivamente con l'Unità d'Italia, significa dimostrare con i fatti che tutto ciò che emerge dall'azione della Guardia di Finanza è giusto e corretto. Pur essendo legittima e corretta, l'azione della Guardia di Finanza, come abbiamo sempre detto e sostenuto, non rappresenta la "legge", peculiarità questa che spetta ai giudici che compongono l'ordinamento tributario nazionale. Ed è davanti a loro che il mondo delle Contrade, comprese le Società, deve presentarsi, mostrando intatte le proprie fondamentali carte, cioè gli Statuti, che, scritti con la mentalità del mosaico (un articoletto oggi e un altro domani), dimostrano un elemento indiscutibile ed unico: le Contrade sono le "Contrade di Siena". Non sono circoli ricreativi, né succursali, sono, semplicemente le "Contrade di Siena", le cui Società, sorte con fini sociali e umanitari quando ancora non esisteva alcuna forma di associazionismo in Italia se non quella assistenzialistica, ne rappresentano l'essenzialità quotidiana. Ma per far emergere con forza questa struttura è improponibile pensare di adeguare le Contrade, e le Società, a nuovi Statuti, scritti ed elaborati con competenza professionali, ma con terminologie e mentalità lontane anni luce dalle realtà del mondo di Siena. Sabato è l'occasione per salutare definitivamente il celebre Di Tanno, altrimenti si va verso la sconfitta netta e precisa. Così, molto tranquillamente.

Sergio Profeti

13 aprile 2005