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L'intestazione della comunicazione da parte dell'onorandino del Drago

La seconda leccata al "predestinato successore" a firma degli onorandini

  Dopo i Verdini tocca agli onorandini

Il "predestinato successore", nel giro di telefonate effettuato per sollecitare posizioni ufficiali, ha avuto modo anche di sgridare l'Onorandone che, come i Verdini, si è immediatamente attivato per far sì che anche gli onorandini si mettessero in fila a leccare l'azione cosiddetta meritoria dello stesso "predestinato successore". E così, mentre i Verdini scrivevano le loro lodi all'azione del "predestinato successore" alle ore 9,18 di lunedì 11, una parte degli onorandini si ritrovava successivamente e alle ore 23 partiva dall'indirizzo elettrico lavorativo la nota trasmessa "per conto dell'Onorandone". La situazione è dequalificante e gestita con approssimazione provinciale, a prescindere dagli stretti interessi che hanno mosso la "difesa" auto-richiesta del "predestinato successore". Non si comprende, del resto, perché tutte queste manifestazioni, definite con il classico "di solidarietà", siano giunte con oltre 48 ore di distanza dalle deliranti dichiarazioni offensive nei confronti della Guardia di Finanza, volontariamente pronunciate dal "predestinato successore". Ma a prescindere da queste considerazioni, è molto opportuno entrare nel merito del secondo patetico documentino di difesa al "predestinato successore". La nota degli onorandini, in chiara matrice di natura terroristico-informativa e frutto di una radicata mentalità razzista nei nostri confronti, non ci è stata inoltrata, dal solerte onorandino del Drago, alle ore 23 di lunedì 11.  La nota contiene delle allucinanti affermazioni, smentite dai fatti, poiché, ancora una volta, si continua a voler nascondere la verità ed a far passare l'azione dell'Onorandone come l'inevitabile conseguenza dell'azione della Guardia di Finanza. E' tutto non vero, quindi falso. E' vero, al contrario, che la mano tesa da parte dell'allora comandante marongin è stata prima rifiutata dall'Onorandone Saladini, e poi dall'attuale che, in pratica, hanno affermato che "A Siena si fa come ci pare". Ed è assolutamente falso, come sostenuto nella parte finale della leccata, che "tutti si sono adoperati spesso silenziosamente ma concretamente". E' falso perché nessuno ha afferrato concretamente i pericoli che avrebbe promosso questa legittima attenzione; è falso perché non si è usato il silenzio, ma si è lasciato, con volgare provincialismo, che la stampa locale piombasse sulla notizia; è falso per il "predestinato successore" ha iniziato ad interessarsi del problema solo dopo che Giuseppino della Mucchina gli ha presentato il celebre Di Tanno. Gli onorandini, ma specialmente chi li guida e li illumina, sono gli unici responsabili degli eventi dell'indagine; ed assieme a loro un ruolo determinante lo recita il "predestinato successore". Di chi sarà la prossima leccata?

Sergio Profeti

13 aprile 2005