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Il "predestinato successore" è chiaramente in difficoltà e chiama alla raccolta la strumentalizzazione politica

Con la scesa ufficiale in campo dei Verdini, nella vicenda tributaria che coinvolge il mondo contradaiolo, si è, sinceramente, toccato il fondo. Forse non ancora, poiché il proverbio non pone limiti a queste fasi. E' certo però che lo svolgimento degli eventi sta dimostrando chiaramente le difficoltà che incontra il "predestinato successore" nel proseguire a creare danni all'ambiente contradaiolo con le sue sistematiche, deliberate e volontarie accuse nei confronti della legittima azione intrapresa dalla Guardia di Finanza. L'intervento, plateale ed inconcludente, dei Verdini a suo favore, assomiglia al bicchier d'acqua che si porta al capezzale dell'ammalato, un gesto di appariscente solidarietà che, comunque, perde significato perché richiesto ed imposto dallo stesso "predestinato successore". Ed i Verdini, che si sono visti aprire le porte del Palazzo di tutti i palazzi con un assessorato sciocco che costa alla comunità senese migliaia di eurini, dovevano pur sempre ringraziare e rimanere dentro le righe. C'è, caso mai, da chiedersi il motivo per cui il "predestinato successore" sia ricorso a queste platealità politiche che producono più danni che benefici. Ma le risposte spaziano campi abbastanza intrigati, ai cui confini, senza però potervi accedere, il "predestinato successore" scalpita nervosamente. Ci auguriamo di cuore che i DS continuino fino alla primavera 2006 a sostenerlo e che non si pongano mai alcun dubbio: forza Izino. Adesso, dopo i Verdini, a chi toccherà strumentalizzare il lato politico di questa vicenda? Incalzano le attese e le scommesse illegali.

Sergio Profeti

12 aprile 2005