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Legittima l'azione della Guardia di Finanza ed i problemi non si risolvono aggirandoli L'azione che da un anno esatto, le prime notifiche giunsero agli onorandini sabato 20 marzo 2004, la Guardia di Finanza sta svolgendo all'interno del mondo paliesco e contradaiola è un'azione legittima e che merita rispetto e attenzione. Nella sua azione istituzionale la GdF sta svolgendo un'azione che non deve allarmare più di tanto, poiché le visioni del problema sono diametralmente opposte dalle due parti: quella, appunto, istituzionale e l'altra del mondo contradaiolo. I problemi relativi non si affrontano con le azioni tipiche delle mentalità "oscure", né con proclami che nulla hanno a che vedere con la concretezza della società attuale, ma anche passata. E' inutile pensare di sostenere tesi, come quella di una Repubblica senese a sé, ma all'interno della stessa Repubblica italiana, che non hanno né ragione di essere, né di pensare ad usare addolcitori per evitare che il calcare blocchi il meccanismo. L'azione della GdF, lo ripetiamo per l'ennesima volta, è da ritenersi legittima e, come vedremo, è essenziale per il futuro della vita contradaiola. Il fatto che la GdF abbia pensato di agire senza tentennamenti è da considerarsi in modo positivo, come positive saranno i risultati finali e complessivi. Se il mondo contradaiolo, attraverso 34 entità, 17 Contrade ed altrettante Società di Contrada, è nel mirino fiscale lo si deve solo ed esclusivamente a quella speciale auto-considerazione delle leggi italiche, che, evidentemente, non posseggono quei requisiti necessari per far sì che il mondo contradaiolo possa ritenersi un mondo imprenditoriale, ma fuori dalle normative vigenti. E' su questa direzione che occorre maturare la convinzione che l'azione della GdF, alla fine, produrrà effetti positivi per il mondo contradaiolo. Quegli stessi effetti che altre entità istituzionali hanno prodotto nei secoli proprio verso il mondo contradaiolo; dal recente processo ai "tre dell'Onda" che ha permesso, al vero Sindaco di Siena (Pierluigi Piccini), di costruire il "protocollo dei farmaci", alla sentenza di metà '800, con la quale il Tribunale di Siena dichiarava la propria incompetenza nello stabilire provvedimenti disciplinari nei confronti dei fantini e facendo nascere la cosiddetta "giustizia paliesca" gestita dal Comune di Siena. Adesso che la GdF ha inaugurato una nuova pista per la storia delle Contrade, c'è la grande possibilità di mettere, in modo definitivo, i puntini sulle "i". Le Contrade non hanno nulla da temere da questa azione, ma l'importante è di rifiutare energicamente tutti quei meccanismi storici che hanno annebbiato le visuali dirigenziali. Non si può continuare a masticare i vecchi detti "siamo a Siena", ma occorre una posizione netta che non può che seguire le "regole del gioco" stabilite dalla legge statale. I guai prodotti dagli atteggiamenti degli ultimi due Onorandoni e dalle dichiarazioni "all'izino" del "predestinato successore" possono essere sempre rimediati, ma solo nel caso di imboccare la strada dei ricorsi gerarchici. Certo, allorché due quattrogiornisti, come l'Onorandone, o il "predestinato successore", pensano che, per risolvere la questione e dietro suggerimento-sollecitazione di Giuseppino della Mucchina, si debba "istruire" un nome altisonante com'è quello di Di Tanno, allora per la GdF il gioco diventa più che mai vittorioso. Per risolvere la vicenda c'è solo una strada: quella di saper far valere le ragioni contradaiole, di storia e di cultura pre-esistenti all'istituzione del Regno d'Italia, nelle opportune sedi consentite, guarda il caso, proprio dalla legge italiana. Ciò che sostiene la GdF non è la legge, è solo una visione legittima del problema; non dimentichiamolo. Ma per avere successo occorrerà tornare dal Professor Comporti, che, non essendo un quattrogiornista, è stato debitamente mandato in pensione dagli onorandini e dal Citipi. Vincere, alla fine, non sarà difficile, ma semplicissimo. Così, semplicemente. Sergio Profeti 16 marzo 2005 |