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Una mossa in 5 minuti? Già successo con il Sindaco (vero) di Siena Pierluigi Piccini Si sta delineando, quasi sicuramente, cioè certamente, una situazione in virtù della quale sarà opportuno e necessario stabilire tempi di mossa un po' più veloci di quelli che la gestione del successore ci ha costretti ad assistere, emulando quella di Mazzoni della Stella. Per "realizzare" una mossa in tempi brevi non è necessario alcun tipo di soluzione drastica o che sconvolga il Regolamento del Palio, basterà solo applicare le norme regolamentari, così come sono. Ma far ciò è necessario un apparato deliberativo altamente qualificato, e non casuale come quello attuale, dove tra successore e creatura si inventano sanzioni e motivazioni. Insomma, se il fantini sa di essere colpito in modo reale e non fantascientifico, come oggi accade, si può star certi che la mossa troverà tempi di realizzazione più veloci e concreti. Dopo l'infelice decisione di non punire nessun fantino nel luglio 2002, la creatura, su suggerimento del successore, è giunto nei due Palii del 2003 ad una serie di sanzioni completamente inventate e non corrispondenti alla realtà, come sono le ammonizioni per Minisini, Mari, Pusceddu e Chiti. Nella motivazione della sanzione o si è inventata di sana pianta l'infrazione, o si è motivata con alchimie linguistiche errate immaginate, o, infine, si è cercato di analizzare a caso l'intero problema disciplinare. Del resto, questa è una linea che collima alla perfezione nel momento in cui creatura e successore si sono ingegnati per squalificare l'Oca grazie ad una telefonata. Contenere i tempi della mossa non rappresenta un rompicapo regolamentare, né c'è da chiedersi come poter fare, perché, come accennato, è necessario far rispettare il Regolamento del Palio, come fece il Sindaco di Siena (quello vero) Pierluigi Piccini. Questi, all'indomani di una mossa lunghissima come quella del luglio 1994, e con l'esperienza del debutto nel luglio 1991, non fece altro che applicare le norme regolamentari formulando a ben 9 dei 10 fantini che avevano corso il 2 luglio 1994 (l'unico "esentato" fu il Corbini che correva nella Chiocciola) la richiesta di discolpe. A quei tempi vigeva ancora la vecchia struttura disciplinare, per la quale, prima di procedere alle sanzioni, si chiedevano discolpe dalle accuse. Ebbene, dei 9 fantini inquisiti solo due subirono sanzioni disciplinari per il loro comportamento alla mossa (il Cossu e Silvaninocaro). Questo cosa significò per il momento storico della mossa? Che Piccini, il quale evidentemente aveva già compreso i pericoli della gestione lunga della mossa, aveva saputo trovare immediatamente il rimedio, non punitivo-repressivo (come, al contrario, effettua il successore), bensì di "collaborazione", facendo comprendere quale sarebbe stata la linea dell'Amministrazione comunale nel caso in cui i tempi della mossa non fossero ritornati nella normale gestibilità. Le delibere di quel Palio furono assunte il 28 settembre 1994 ed il primo Palio in programma, per valutare gli effetti della "collaborazione" era quello del 2 luglio 1995. Ebbene in quell'occasione tra l'ingresso della prima Contrada (Tartuca) ed il tempo del via stabilito dalla rincorsa (Civetta) intercorsero solo 5 minuti, come si può rilevare dal filmato. Non repressione, né invenzione, che "illuminano" il successore e la creatura; bensì fermi segnali per una collaborazione che soddisfi tutte le esigenze. Cinque minuti di attesa grazie alla consolidata maturità paliesca del Sindaco di Siena (quello vero) Pierluigi Piccini. Così, semplicemente. Sergio Profeti 13 aprile 2004 |