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Il Palio ha perso il suo ruolo istituzionale nella nuova pianta organica del Comune

All'inizio il Palio veniva svolto ed organizzato dalle strutture strettamente legate alla Polizia Municipale, a causa anche del compito svolto dal corpo dei Vigili Urbani nel settore di sicurezza pubblica, poi, con la gestione del Sindaco Barni la struttura che doveva pensare all'organizzazione paliesca fu individuata nel Gabinetto del Sindaco, ritenendo, giustamente, che l'avvenimento più importante della città, sia sotto il profilo culturale che storico, dovesse trovare nel primo cittadino il cardine di tutti i rapporti, sia organizzativi che d'immagine. Specialmente con l'elezione diretta del Sindaco, questa filosofia assume un'attualità incredibile, pur, ovviamente, con l'eccezione dell'attuale situazione in Comune. Infatti, cos'è accaduto? E' accaduto che nell'ennesima riorganizzazione del personale dipendente il Palio non fa più riferimento all'ex Ufficio della Biccherna, bensì è stato traslato nella "Direzione Cultura e grandi eventi". E' quello che emerge dalla delibera della Giunta del successore del 28 aprile n. 244, dove il Palio abbandona definitivamente gli "Affari istituzionali e generali", adesso suddivisi in due direzioni perché il successore deve accontentare altrettanti dirigenti, per salire all'ultimo piano, vale a dire a quello della Cultura. Nel salire di piano l'Ufficio Palio si porta dietro la dirigente Fratiglioni e Giglioli, come si può vedere nello schema delle "forze-lavoro". Il Palio, di conseguenza, è ufficialmente assegnato alla "Cultura" ed il successore ha realizzato l'ennesima azione che sta spingendo la Festa verso il baratro. Il Palio, così, sarà organizzato da due distinte direzioni perché, nella stessa delibera, vengono definiti i campi d'azione di ogni direzione amministrativa. E sentite un po' cosa il successore ha scritto al riguardo per la "Direzione Cultura e grandi eventi": "Sono attribuite le competenze generali relative al Palio, da espletarsi in raccordo con le competenze specifiche di altre Direzioni". Cosa vuol dire e quali siano le "competenze" di queste "varie direzioni" è di difficile intuizione, a conferma del caos completo che regna all'interno del Palazzo grazie alle spiccate e dimostrabili incapacità del successore. E' opportuno, a questo punto, evidenziare come il Palio abbia sempre avuto, nel suo retroterra storico, un solo ed unico responsabile organizzativo, che aveva conoscenza di tutti i "fogli" e che stabiliva tempi e modalità organizzative. Con la decapitazione dell'ufficio, avvenuta da parte del successore, su consiglio-ordine di Giuseppino della Mucchina, all'indomani del Palio di agosto 2003, l'organizzazione paliesca è faticosamente andata avanti, tanto più che il successore si è reso conto sia dell'inconsistenza del "nuovo Ufficio", sia del fatto che non poteva fare a meno di Fratiglioni. Nella sua azione demolitrice dell'organizzazione paliesca, il successore ha quindi pensato di dividere l'Ufficio Palio in due direzioni, una con a capo Fratiglioni che sale di piano e deve curare le competenze generali, ed una con a capo Pocci che, in attesa di essere trasformato in dirigente, cura le competenze specifiche. Ora, che il Palio abbia avuto nel passato competenze generali e specifiche ci suona un po' strano, molto strano. Di conseguenza si tratta di un'altra invenzione del successore che, se intervistato, non sarebbe in grado di fornire dettagliatamente quali siano le  competenze generali e quelle specifiche. Visto che Fratiglioni, per svolgere il suo ruolo nelle competenze generali, potrà avvalersi nuovamente di Giglioli, c'è da scommettere che il successore farà in modo che Fratiglioni pensi solo a firmare le determine dirigenziali. Ed a questo punto sarà interessante notare, sempre sfogliando le determine dirigenziali, se Fratiglioni vorrà, o meno, recitare un ruolo che certamente non le spetta.

Sergio Profeti

10 maggio 2004