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Un'occasione ghiotta, ma l'opposizione consiliare saprà gestirla?

Quello che sta per scoppiare è un vero e proprio caso di mala-gestione amministrativa che coinvolge l'asse Comune-Mucchina, strettamente concatenato attraverso il bisogno di Giuseppino di essere rieletto per il quadriennio 2005/08. La mala-gestione per l'affare dorato del Museo del Palio si va ad assommare progressivamente a Mociano e si ricollocherà sul nuovo finanziamento del Fallimentone 2001 che serve attualmente al Comune per pagare i buchi palieschi, come abbiamo già evidenziato in occasione del monitoraggio del tufo. Le scatole cinesi, dentro le quali il successore nasconde la sua incapacità nel gestire il denaro pubblico, sembrano essersi aperte d'incanto nel momento in cui, con aria candida ed innocente, il vice-successore ha chiaramente affermato in Consiglio comunale che i soldi stanziati per un preciso progetto sono stati dirottati verso strutture completamente diverse e distanti. Con i soldi richiesti, e stranamente ottenuti dalla Mucchina, il Comune di Siena sembra abbia pensato di buttarli nella costruzione di una scala comune al Museo del Palio ed al Teatro dei Rinnovati. E' un'affermazione che apre le autostrade delle indagini delle autorità competenti, che, ovviamente, se ne rimarranno tranquille a sbrigare altri "affari urgenti". E' un'affermazione che potrebbe però aprire le autostrade alla forza di opposizione consiliare, che si ritrova continuamente umiliata nelle decisioni arroganti e presuntuose di una maggioranza che non ha idee amministrative ed operative. E l'opposizione consiliare dovrebbe ricordarsi dell'ostentata sicurezza della "legittimità degli atti" su Mociano, sbandierata in tre occasioni dal Vice e dal successore in persona; oppure dovrebbe ricordarsi gli atteggiamenti da banderuola (il vento questa volta è stato sollevato dalla Siena Parcheggi) del successore sulla questione di Ravacciano; oppure spulciare fra gli atti di questi tre anni da sfascio della città, per rendersi così conto che è necessaria la presentazione di una mozione di sfiducia per ristabilire le giuste coordinate amministrative. Se, come sostiene il Vice successore, i soldi (360 milioni) della Mucchina per il Museo del Palio sono serviti per la costruzione della scala comune, ebbene l'opposizione consiliare ha tutti i diritti per chiedere, e vedere, i documenti che confermino le affermazioni del successore. Perché, sia chiaro, nel momento in cui la Mucchina dice al successore "Oh Izino ti dò 360 milioni", il successore stesso, per prendere i soldi, deve portare a Beppino le fatture dei fornitori che attestino l'esecuzione dei lavori. Ed è su questo filone che i consiglieri di opposizione devono chiedere chiarezza e, mancando, presentare una mozione di sfiducia per mandare tutti a casa. Questo nascondiglio di soldi pubblici che devono servire per il Museo del Palio rappresenta una ghiotta occasione, ma la forza di opposizione consiliare saprà gestirla?

Sergio Profeti

2 aprile 2004