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Soldi che si spostano con le telefonate e le nomine In fin dei conti bisogna ringraziare il vice-successore per essere riuscito ad avere il coraggio di affermare che i soldi, deliberatamente acquisiti per un preciso progetto, sono serviti per la realizzazione di una fantomatica scala che non potrà mai unire uno spazio ad un altro. L'illegalità confezionata ad arte dal Comune di Siena, su una destinazione precisa di oltre 360 milioni, merita un'attenzione particolare alla stessa maniera di Mociano. Il consigliere Falorni martedì ha avuto delle intuizioni felici nel sostenere dubbi sulla legittimità di questi spostamenti economici. Non esiste un atto formale, se non una telefonata amichevole, che possa consentire al Comune di Siena il cambio di destinazione di soldi pubblici. Ammesso, ma non concesso, che esista una corrispondenza tra il successore e la Mucchina, questo non autorizza, come ha dimostrato nel giugno 2000 il segretario generale Iudicello, a modificare l'uso di soldi pubblici stanziati a fronte di un preciso progetto di finanziamento. Poiché la documentazione che riguarda il Teatro dei Rinnovati non è in nostro possesso, non sappiamo indicare i precisi finanziamenti della Mucchina per la ristrutturazione dello storico edificio interno al Palazzo; è certo però, e qui la documentazione è millimetricamente precisa, che la Mucchina ha dato al Comune di Siena, guidato dal successore, la bellezza di 360 milioni per un Museo senza ottenere documentazione di spesa relativa. Contrariamente a quanto sostiene il vice-successore, i soldi del Museo, che c'è ma che nessuno vede, sono serviti per andare a coprire uscite correnti tappando i buchi di bilancio. Basterà che le autorità competenti scartabellino fatture e mandati di pagamento per accorgersi con facilità che i soldi sono stati spostati attraverso le telefonate e le nomine previste per l'estate del 2005. Noi siamo qui, in attesa. Sergio Profeti 1 aprile 2004 |