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Chiedere il riconoscimento a Firenze significa dare una mano agli animalai

Siena e la sua Festa si trovano ad un bivio, non proprio storico, ma pur sempre ad un bivio: chiedere o non chiedere a Firenze il riconoscimento di "manifestazione storica" per evitare di incorrere nelle nuove "attenzioni" penali? La nuova legge contro il maltrattamento degli animali, che sarà pubblicata presumibilmente dopodomani, permette di aggirare, con valutazioni completamente incostituzionali, grossi inconvenienti che possono derivare da eventuali indagini della procura di Siena. L'art. 727, praticamente, non esiste più o, meglio, esiste un "titolo" del Codice penale che inasprisce le sanzioni penali a chi commette il reato di "maltrattamento" agli animali. L'intervento della Regione Toscana, nella sola certificazione di "manifestazione storica", mette in assoluta tranquillità la Festa, ma, in questo specifico caso, verrebbe a naufragare tutta quella mole di lavoro e di impegno costruito a salvaguardia del cavallo e della Festa stessa. Basta, infatti, un certificato per mandare all'aria l'intera struttura organizzativa messa in piedi pazientemente dal Comune di Siena ed in particolare dal suo vero Sindaco? I tempi, pur assillanti, non sembrano ancora maturi per un dibattito interno alla città su questa problematica, importante ed anche vitale. La mentalità contradaiola, è inutile continuare a nasconderci dietro uno striminzito ditino, è pronta a ritornare agli anni '80 ed a cancellare, con un semplice colpo di tosse, i ricordi di anni abbastanza pericolosi e le affannose ricerche per cucire all'interno delle mura un habitat di massima tranquillità. Anche l'opera e le visioni del PM Marini hanno aiutato a creare un fossato che salvaguardi la Festa ed i suoi principali protagonisti, ma adesso, pur in modo incostituzionale, si rischia di recuperare la mentalità degli anni '80 che ha aiutato gli animalai ad emergere in modo sempre più incontrollato. Ecco cosa significherebbe richiedere il riconoscimento di "manifestazione storica" a Firenze. E di tutto questo bisognerà ringraziare l'ideatore dell'iniziativa, tal onorevole Fabrizio Vigni (con targa DS), il quale, dopo aver votato a favore della legge nel gennaio 2003, ha ben ideato di distruggere in modo definitivo il Palio di Siena andando a suggerire una formula incostituzionale.

Sergio Profeti

29 luglio 2004