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Una legge approvata come un colpo di Stato

La nuova legge sul maltrattamento degli animali, dopo l'approvazione della Commissione Giustizia in sede deliberante del Parlamento, ha ricevuto anche il placet definitivo da parte di quella del Senato ed entrerà in vigore, dopo la firma di Ciampi, il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale. L'approvazione è stata un vero e proprio esito inatteso, sia per come si era sviluppato il primo round, sia per le pressioni degli animalai che, con ragione, chiedevano l'annullamento dell'illuminante idea del DS senese Fabrizio Vigni sulle "manifestazioni storiche" riconosciute come tali dalla rispettiva Regione. Ma andiamo con ordine. Il primo colpo di scena sulla discussione in Commissione Giustizia del Senato è stato il "cambio" del Relatore. Infatti, la prima legge licenziata dal Senato aveva come Relatore il verde Zancan, al quale è subentrato, a sorpresa, Antonino Caruso di AN. La proposta di legge è andata in discussione in Commissione martedì 6, in seduta notturna, e giovedì 8, come è facile rilevare nei collegamenti ai due verbali. Proprio nella seduta notturna di martedì il senatore verde Zancan faceva presente di aver rinunciato al ruolo ri relatore per l'"assoluta contrarietà alle modifiche introdotte" dal Parlamento e obiettava che la stessa Commissione fosse chiamata a decidere in sede deliberante e che il progetto di legge fosse dibattuto nell' Assemblea del Senato. Ma su questa proposta si è assistito al classico gioco dei trasversalismi, tant'è che Forza Italia, i DS e AN ne bocciavano l'attuazione. Nel corso della seduta di martedì gli interventi, che si sono succeduti dalle ore 21 alle 22,30, hanno puntato l'indice sull'illuminante proposta del DS senese Fabrizio Vigni. In particolare, l'esenzione delle sanzioni penali per quelle "manifestazioni storiche" riconosciute come tali dalla rispettiva Regione, hanno trovato tutti contrari dallo stesso relatore Caruso ("non appare del tutto convincente, anche per via della formulazione un po' approssimativa della disposizione, la deroga introdotta per le manifestazioni storiche e culturali autorizzate dalla regione competente"), a Zancan ("la modica introdotta ... costituisce l'intervento più grave per i riflessi che la deroga prevista per le manifestazioni storiche potrebbe avere in concreto"), a Calvi (DS) ("la deroga per le manifestazioni storiche e culturali autorizzate dalla regione competente viene valutata di gravità inaudita sotto il profilo sistematico in quanto affida la determinazione di quella che sostanzialmente è configurabile come una causa di non punibilità ad un atto amministrativo emanato sulla base di una consuetudine"), a Dalla Chiesa (Margherita) ("la deroga rappresenta un cedimento  a modelli culturali radicati nella tradizione aventi, fra i loro elementi costitutivi, anche l'accettazione di forme di violenza nei confronti degli animali. La Camera dei deputati ha avuto il merito di enucleare quest'ultimo tema, ma lo ha affrontato nel modo sbagliato appunto con un completo cedimento alle forze della tradizione, facendo propria un'impostazione che ritengo assolutamente non condivisibile e per la quale determinate condotte nei confronti degli animali -che di per sé sarebbero deprecabili e meritevoli di pena- dovranno invece rimanere nell'ambito della liceità soltanto perché queste corrispondono a comportamenti collettivi e istituzionalizzati"), ancora a Calvi ("la norma appare del tutto asistematica attribuendo ad un provvedimento di natura amministrativa dell'autorità regionale la possibilità di individuare le manifestazioni storiche e culturali che saranno sottratte all'ambito di applicabilità di disposizioni penali"), a Caruso, ancora, in sede conclusiva ("condivido le considerazioni svolte dal senatore Calvi e prospetto alla Commissione l'opportunità di un'ulteriore riflessione sul carattere che deve rivestire l'autorizzazione prevista, essendo infatti necessario chiarire se tale autorizzazione deve attestare in generale il carattere storico e culturale della manifestazione interessata ovvero se deve riguardare le modalità di impiego degli animali e lo specifico carattere storico e culturale delle stesse. A mio avviso la soluzione corretta è senz'altro l'ultima illustrata, ma sul punto ritengo auspicabile che vi sia una presa di posizione precisa da parte di tutta la Commissione"). La conclusione, al termine di questa prima seduta, aveva fatto individuare una nuova riformulazione della legge e, di conseguenza, il ritorno dell'esame alla Camera. In termini realistici, il progetto di legge poteva naufragare con  l'attuale legislazione, ma tutto si poteva pensare che, dopo una sola giornata, la legge fosse approvata come è uscita dalla camera. E' noto, infatti, che sarebbe bastato spostare una sola virgola, perché tutto l'incartamento ritornasse alla Commissione Giustizia della Camera. Ed invece alla ripresa dei lavori, giovedì 8, si assiste al colpo di scena con l'intervento del Relatore Caruso che definisce la legge come una "legge cornice" e che, in pratica, mette alle corda tutti i componenti la Commissione per una rapidissima approvazione del testo licenziato in terza lettura dalla Camera. Sulla "illuminazione" del DS senese Vigni ecco come si sono dichiarati i senatori in sede di votazione: Zancan ("le disposizioni rappresentano una vera e propria aberrazione dal punto di vista giuridico"); Dalla Chiesa ("la scelta effettuata dalla Camera determina un'insanabile contraddizione che finisce con lo sconfessare le finalità perseguite dalla nuova legge"); Fassone (DS) ("la modifica rappresenta un errore dal punto di vista tecnico giuridico poiché attribuisce all'autorità regionale una competenza del tutto anomala rispetto all'attuale quadro costituzionale, nel quale deve ritenersi esclusa la possibilità per le regioni di svolgere nella materia penale un ruolo così significativo"). La votazione finale vede i DS astenuti, contrari i Verdi e  Margherita.

10 luglio 2004