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Le sentenze che aiutano il mondo delle Contrade Due sentenze, emesse dalla Corte di Cassazione a breve distanza l'una dall'altra (la prima nel gennaio 2002 e la seconda nel maggio 2003, di quest'ultima si è avuta notizia della pubblicizzazione dopo il Palio di Provenzano), vengano ad aiutare sensibilmente l'attività interna delle Società di Contrada. La natura di entrambe è tributaria, poiché la Corte di Cassazione, che ha dato torto al Ministero delle Entrate, è andata a sancire un principio di notevole portata; cioè che la somministrazione di bevande e pasti, all'interno del "circolo ricreativo", non produceva un reddito imprenditoriale, quindi tassabili ai fini IVA e IRPEF, ma si trattava solo di un'attività coerente con le finalità istituzionali del "circolo". Le decisioni della Corte di Cassazione, con le quali il Mistero delle Entrate è stato battuto, costituiscono un ulteriore tassello che va ricamato e limato sulla configurazione che possiede il mondo delle Contrade e delle Società di Contrada. Non ci risulta, infatti, che la somministrazione di bevande e pasti venga effettuata a terzi, in quanto è limitata solo ed esclusivamente ai propri soci-contradaioli ed ai familiari stretti. Se le nostre fonti risultano esatte, e sulla loro correttezza non possiamo dubitare, ogni attività svolta dalle Contrade e rispettive Società non produce alcun reddito tassabile, proprio perché si orienta verso una natura che non è né commerciale, né speculativa ed ispirata alle finalità istituzionali com'è appunto l'Ente Contrada. 12 luglio 2004 |