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I gravi errori causati al mondo delle Contrade dalla sbornia per Di Tanno

Il nome altisonante, la sponsorizzazione attiva di Giuseppino della Mucchina, la forzatura oltre ogni limite da parte dell'Onorandone, che nasconde realtà, fatti e documenti agli altri colleghi onorandini, sono i punti fermi di un meccanismo, quello del "trust", che è destinato a portare il mondo contradaiolo fuori dalle logiche dettate dalla realtà effettiva. L'Onorandone si è prestato a voler, in tutti i modi, indirizzare il mondo contradaiolo verso una soluzione che non è il toccasana per la risoluzione dei problemi fiscali, né risulta proponibile per il mondo contradaiolo. Forzando l'effetto che avrebbe creato un nome così altisonante e di indubbia capacità professionale, l'Onorandone ha nascosto agli altri onorandini un preciso aspetto dell'intera questione: il trust non è la soluzione e non evita assolutamente eventuali altri problemi di contenzioso con la Guardia di Finanza. Insomma ha fatto in modo di far bere agli onorandini dell'acqua potabile e questi ultimi non si sono accorti di cosa stavano bevendo. E tutto questo perché l'Onorandone ha voluto evitare un confronto aperto o, più maliziosamente, non aveva il coraggio di tornare da Di Tanno per ringraziarlo e lasciarlo tranquillo. L'errore di mettere in piedi, ammesso che il disegno dell'Onorandone vada sempre in porto, il "trust" è fondamentale per tutto ciò che il mondo contradaiolo aveva ottenuto nelle sentenze dei vari Tribunali d'Italia, in campo civile, amministrativo e tributario. La strada da seguire, e praticare, non era quella di inventare un Di Tanno, bensì quella da sempre vissuta. Vale a dire affrontare serenamente i quattro gradi di giudizio (adesso divenuti tre) nei quali sostenere la natura atipica dell'ente Contrada nei confronti del mondo fiscale italiano. Invece, l'Onorandone ha imposto una linea che porta, con il "trust", ad ammettere implicitamente che tutto ciò che finora è stato affrontato con successo era un semplice nascondino. Ma la colpa, ovviamente, non è dell'Onorandone, bensì di quella mentalità contradaiola, che esiste in 17 realtà, tesa a far emergere personaggi che nulla sanno e nulla hanno a che vedere con la vera natura del mondo delle Contrade. Non è necessario scrivere e ribadire i concetti di ciò che si può e non si può fare, nel Palio e nelle Contrade. Chi possiede le "ore di volo" giuste non ha necessità di leggere. E pensare che la rielezione dell'attuale Onorandone era dettata da scopi precisi: dimostrare alla Guardia di Finanza l'unità delle 17 Contrade. Si può tornare indietro con il tempo?

Sergio Profeti

21 giugno 2004