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Il successore non è all'altezza di gestire una situazione complessa come quella della "mercede ai fantini" Per attendere il pronunciamento finale della Corte di Cassazione sulla vertenza che sta per verificarsi tra le 17 Contrade e le autorità fiscali competenti, previsto tra 10-12 anni, come si deve comportare fiscalmente il mondo delle Contrade? Deve mettersi in regola, studiare alternative o continuare come ha fatto finora? La nostra risposta è la terza: le Contrade devono comportarsi come hanno sempre fatto, senza correggere di un millimetro la loro posizione. Così facendo dimostrerebbero di non aver commesso alcun tipo di errore, nel passato, nel presente e nel futuro. Se, al contrario, si andranno a ricercare ed aprire le scatolette Simmenthal presentate dal celebre Di Tanno, si offre, a nostro parere automaticamente, la porta ai dubbi se il comportamento corretto finora attuato sia, in realtà, corretto. Ciò che, comunque, ci fa più paura non è tanto il "trastino", un istituto del resto che gli inglesi hanno copiato a Siena e al suo settore paliesco, quanto il riproporre la cosiddetta "mercede fissa" ai fantini. Per gli onorandini non è chiaro chi, eventualmente, dovrebbe gestire la "mercede fissa" se il Comune di Siena o il Citipi. Ebbene il Citipi, per gli scopi che prevede il suo Statuto e perché il Palio è un'organizzazione completamente a carico del Comune di Siena, cui le Contrade prendono solo parte, non può assolutamente svolgere il ruolo di "coordinatore della mercede". L'unico in grado, sia appunto come organizzatore unico del Palio, sia per i riferimenti storici del passato, a svolgere tale ruolo è il Comune di Siena, dove attualmente esiste la figura del successore. Ecco perché abbiamo paura che la situazione si complichi ulteriormente. Non essendo in grado neppure di organizzare le "normali questioni", sia amministrative che paliesche, è pensabile che il successore sia all'altezza di potersi disbrigare su una problematica del genere? La risposta è negativa; ecco perché abbiamo paura che la Festa, con questo intervento, scivoli sempre più verso il baratro. Sergio Profeti 3 giugno 2004 |