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La questione è tecnica e la Guardia di Finanza svolge solo il suo ruolo

Inutile volersi continuare a nascondere dietro sconcerti e prese di posizioni esasperate: l'indagine che sta conducendo la Guardia di Finanza nei confronti del mondo contradaiolo è legittima a tutti gli effetti e non produce alcun scandalo. La questione è di una semplicità assoluta: le Fiamme Gialle inquadrano le Contrade tra i soggetti che hanno l'obbligo fiscale di effettuare la ritenuta d'acconto; le Contrade sono dell'avviso opposto. Di conseguenza le due opinioni dovranno essere valutate dagli organi preposti dall'ordinamento statale, perché l'indagine della guardia di Finanza non emetterà alcun tipo di sanzione. Una volta conclusa, il fascicolo sarà passato all'Ufficio provinciale delle Entrate e da questo nuovamente analizzato. Se le determinazioni finali saranno le stesse di quelle della Guardia di Finanza, quindi con le Contrade obbligate ad effettuare ritenute d'acconto sul compenso professionale ai fantini, si passerà all'accertamento vero e proprio e verso il quale esistono i gradi di giudizio. Saranno i giudici dei tribunali tributari a stabilire se avrà ragione la Guardia di Finanza o il mondo delle Contrade. La problematica è, di conseguenza, solo tecnica e come tale va trattata e analizzata. Non esistono pericoli di alcun genere e per nessuna altra componente contradaiola, anche se ai limiti della cosiddetta e riconosciuta "attività senza fini di lucro e con scopi sociali di interesse pubblico". Non c'è bisogno, quindi, di plateali scontri aperti, come è successo con l'intervento del successore; c'è solo da rispondere tecnicamente ad una semplice operazione che non ha connotazioni repressive di alcun genere. Noi siamo della convinzione che le ragioni, e l'essere stesso della configurazione giuridica, delle Contrade siano in perfetta sintonia con le disposizioni legislative e che la problematica si dovrà risolvere, in modo definitivo, davanti all'ultima sede di giudizio, quello della Corte di Cassazione. Solo in quell'occasione sapremo se fino ad oggi il mondo delle Contrade ha sbagliato, oppure è nel giusto.

3 giugno 2004