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Le incertezze del mondo contradaiolo favoriscono l'assalto all'arma bianca

Il problema, che oggi rappresenta, al tempo stesso, un pericolo per il mondo delle Contrade e una ghiotta occasione per la Guardia di Finanza, si chiama sfaldamento del fronte di compattezza che deve esistere in simili occasioni. E, allorché questa compattezza non esiste, deve essere imposta e gestita con quell'autorità necessaria a tenere nella dovuta considerazione il cosiddetto "interesse collettivo", senza guardare troppo al sottile e ricorrendo, magari, ad iniziative decise e concrete, come, ad esempio, l'intervento della giustizia paliesca sull'intera problematica. Purtroppo il mondo delle Contrade deve fare i conti con situazioni che vedono ai vertici il frutto concreto del movimento dei quattrogiornisti, da una parte l'Onorandone Paulesu, responsabile come il suo predecessore dell'incattivamento della Guardia di Finanza, dall'altra il successore, il quale, mantenendo dominante la sua assenza su tutte le problematiche paliesche (e non solo) dovute alla sua sostanziale non-capacità, ha perso la più grande delle occasioni per ristabilire la sua autorità nel mondo contradaiolo. Entrambi sono l'espressione tipica dei quattrogiornisti. Ma l'assenza decisionale dei vertici, che ha creato disagi, incertezze, psicosi ed altro, nel mondo specifico dei Capitani vecchi e nuovi che, anziché seguire una linea comune, si stanno sfarfagliando in molteplici punti di vista, creando, così, quell'incertezza che, non nascondiamocelo, favorisce l'azione della Guardia di Finanza, apparsa ultimamente non perfettamente invulnerabile. Proprio su queste angolazioni è necessario far comprendere a tutti che l'unica strada da seguire è la compattezza di opinioni e di espressioni e, per farlo, sarà indispensabile un nuovo confronto, a viso aperto, nel quale l'interesse collettivo debba dettare legge su tutto e su tutti. A costo di ricorrere, appunto, alla giustizia paliesca.

Sergio Profeti

20 maggio 2004