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I Capitani devono trovare un unico interlocutore, cioè il Professor Comporti A prescindere dagli "inghippi legali", che emergeranno sin da lunedì nelle sale del corpo provinciale della Guardia di Finanza, i Capitani si devono mettere in testa che l'unica persona che può coordinarne le mosse è solo Marco Comporti. Il professore è l'unico, a Siena e in Italia, che è perfettamente a conoscenza delle problematiche che riguardano l'attuale faccenda; ed è l'unico che, con l'esperienza che si ritrova, può tracciare le linee di comportamento e di azione nelle sedi opportune. Se i capitani, quelli attuali e quelli del passato, continuano a pendere dalle labbra dell'illustre Di Tanno peggiorano la situazione. E' vero che la mentalità, ottusa e provinciale che caratterizza l'intera città nelle sue svariate sfaccettature, indirizza verso la soluzione del nome di grido; ma è altrettanto vero che il nome di grido non influenza certamente l'azione della Guardia di Finanza, che svolge il suo lavoro e ruolo e che, al punto a cui siamo giunti per negligenza degli ultimi due onorandoni, non può certamente farsi intimorire dal nome illustre ed eccellente. La scatoletta Simmenthal di Di Tanno è complessa ed assolutamente improponibile per il mondo contradaiolo, tant'è, come vedremo lunedì, Siena non ha certamente bisogno di "inventarsi un trust", visto che ne era dotata già dal 1357 (dopo Cristo). Il recupero della "serenità" e della credibilità del mondo dei Capitani, dove c'è chi pensa di essere, come costume, più furbettino degli altri, passa, e deve passare, solo dallo studio dell'imbattuto Comporti, la cui esperienza e preparazione saprà riequilibare i timori dei Capitani; timori che gli onorandini non sono riusciti ad attenuare, pur trattandosi di propri "dipendenti". 14 maggio 2004 |