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Ciò che manca è chi decide, cioè manca il Sindaco vero di Siena Capitani preoccupati per i risvolti che l'azione della Guardia di Finanza sta assumendo; onorandini non pronti e assolutamente impreparati a trasmetter loro quella "serenità" necessaria per affrontare una problematica completamente inedita del mondo contradaiolo. L'Ente Contrada sta perdendo i pezzi e la credibilità, a causa del comportamento, assolutamente insufficiente, dell'Onorandone, il quale, visto l'abbandono del successore, avrebbe dovuto imporre le linee da seguire. Le settimane che si sono inseguite dal momento in cui, il 20 marzo, la Guardia di Finanza ha suonato alle abitazioni degli onorandini pro-tempore notificando loro la prima convocazione dell'indagine tributaria. E sono state perse settimane, ed occasioni, per valutare, in termini senesi e contradaioli, l'intera problematica. Tempo prezioso buttato al vento, con il risultato di non creare assolutamente nulla e, di conseguenza, alimentare il malumore e la divisione tra le due componenti dell'unica Contrada. L'Onorandone non è riuscito a comprendere che, invece di chiacchiere al vento e di tempo perso a rincorrere i desideri di Giuseppino della Mucchina (unico e principale responsabile della presenza di Di Tanno a Siena), doveva assumere decisioni precise e puntuali. La situazione è sfuggita ad ogni controllo perché si è voluto ignorare quel tipo di responsabilità che deve avere chi prende le decisioni. Sappiamo tutti che il Comune di Siena è allo sfascio (la Festa è invece al tracollo) perché chi deve prendere decisioni non ha la "preparazione" per farlo, ed ogni allusione al successore è mirata. Se la situazione è sfuggita al controllo decisionale non è assolutamente colpa del successore, che non ha la cultura di assumere decisioni e responsabilità (come si è visto nell'agosto 2003 quando ha offerto su un piatto dorato agli animalai il sacrificio di due cavalli); e non è nemmeno colpa dell'Onorandone che, oltre a non avere un'adeguata preparazione per volare nei cieli delle 17 Contrade, non riesce ad assumere uno straccio di decisione che sia una. La colpa di tutto ciò è del fatto che la città di Siena non ha, per il momento, il suo Sindaco, quello vero. Pierluigi Piccini non c'è, per il momento; quando era nel Palazzo di tutti i Palazzi assumeva decisioni e si assumeva direttamente le responsabilità che gli spettavano. Poteva indovinare, o sbagliare; poteva risultare simpatico o antipatico; monarca assoluto o democratico, ma le decisioni le prendeva e se ne assumeva tutte le responsabilità. Così, semplicemente. Sergio Profeti 14 maggio 2004 |