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Uno studio semplice che porta solo l'illustre firma Si pensava a chi sa cosa, ed invece l'illustre Di Tanno non ha fatto che partorire un progettino alla portata di qualsiasi comune immortale ... commercialista. Si va bene, il progetto è infiocchettato con l'antisonante nome ma il cosiddetto "trast" è un meccanismo di moda che sta per trasformarsi in "trastino". La definizione, semplicee concreta, dell'operazione intravede un soggetto in azione che rappresenta gli interessi degli altri; nel caso contradaiolo il Capitano che gestisce i soldi, il patrimonio collettivo, messogli a disposizione dall'Ente Contrada. Disegnata così la questione c'è da chiedersi dove sia la differenza tra l'attualità presente e il "trastino" di Di Tanno. In realtà non esiste alcuna differenza, ma, nonostante tutto, Di Tanno sta "studiando" le soluzioni da proporre in modo concreto dopo aver illustrato il suo "brogliaccio". L'impressione, già emersa, è che si tratti di aria ribollita e che le scarsissime conoscenze delle problematiche contradaiole, che sia il successore che l'Onorandone posseggono, creino i presupposti di un danno incalcolabile. La soluzione Di Tanno, comunque, non passerà ad alcun vaglio di riforma statutaria, almeno nelle 17 Contrade. Questo è garantito dalla natura dilettantistica che ha circondato l'intera vicenda tributaria, che poteva essere tranquillamente assorbita se i due Onorandoni (Saladini e Paulesu) avessero compreso fino in fondo di cosa si stava andando a prospettare. C'è, in questo periodo, da "sollecitare" l'interesse contradaiolo sulle gravissime responsabilità dell'attuale Onorandone, praticamente incatenato dal volere di Giuseppino della Mucchina. Un motivo in più per ringraziare con una scultura l'illustre firma tributarista. 6 maggio 2004 |