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Ukmar, Di Tanno ed i nomi altisonanti Il mondo contradaiolo ha sempre mostrato un certo interesse, di chiara matrice provinciale, nei confronti dei cosiddetti "nomi altisonanti". Anche i dirigenti della Civetta, prima di trovare "illuminazioni" nel pregevole studio di Riccardo Coppini, avevano pensato di ricercare il nome di grido che potesse dipanare la question e dell'eredità legata alla morte di Sabatino Mori. E la Civetta giunse a contattare quello che era, e tuttora lo è, ritenuto il più grande fiscalista d'Italia: iul genovese Victor Ukmar. Questi, dopo aver studiato la pratica, giunse ad una conclusione chiara: "I diritti di successione vanno pagati, non ci sono possibilità di esenzioni". Come si sa, invece, la Civetta non ha pagato nulla (le rate "anticipate" le saranno rimborsate) e, per di più ha vinto ben quattro gradi di giudizio tributario, giungendo a sconfiggere il Ministero delle Finanze davanti alla Corte di Cassazione. L'altisonante ed illustre nome di Ukmar è paragonabile oggi a quello di Di Tanno, che sta studiando, non sappiamo ancora per conto di chi, il problema collegato al rapporto tra il mondo contradaiolo e l'indagine della Guardia di Finanza. I due illustri e altisonanti nomi operano con una visione altamente professionale, ma, come l'attuale Onorandone, non hanno un'esatta conoscenza delle problematiche contradaiole mancando a tutti (successore e Giuseppino della Mucchina compresi) quelle ore di volo necessarie per analizzare l'intera questione. I nomi altisonanti non servono a nessuno, tanto meno al mondo contradaiolo, che, di per sé, presenta quel professor Comporti che studia la materia contradaiola da oltre 40 anni e che, di conseguenza, non ha bisogno che nessuno gli insegni qualcosa. Neppure il numero delle Contrade esistenti. Sergio Profeti 3 maggio 2004 |