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Quel "regolamento" fatto dagli onorandini ed ignorato dagli onorandini Tutte le società civili necessitano di regole per funzionare, senza le quali non funzionerebbe assolutamente niente. Così i governi centrali emettono le leggi, i decreti leggi, le circolari; come fanno le Regioni, le Province ed i Comuni. Questi ultimi, per far funzionare i meccanismi interni ai propri confini, emettono delibere di Giunta, ordinanze, determine dirigenziali e quant'antro. A Siena, poi, ci sono gli onorandini ed anche loro fanno parte delle "società civili". E cosa fanno gli onorandini per "funzionare"? Emettono degli ordini del giorno, che altro non sarebbero che veri e propri regolamenti. Ma mentre le leggi dello Stato, le delibere degli Enti locali vengono applicati e rispettati, gli ordini del giorno degli onorandini restano lettera morta perché rappresentano solo dei momenti transitori della comunità di onorandini. Al ricambio dirigenziale, nessuno si ricorda, o sa, quale "regolamento" in precedenza era stato emanato, ignorandone l'esistenza. Sta di fatto che il problema attuale, che riguarda il "lato scoperto", dell'istituzione dell'Ente Contrada nello svolgere la sua attività, era già stato discusso, elaborato e regolamentato da un preciso Ordine del Giorno. Se si va, infatti, a vedere il "librone" dei verbali delle adunanze troviamo che il 14 marzo 1996, alle pagine 89-90, gli onorandini approvarono all'unanimità questo regolamento-Ordine del giorno, che vogliamo riproporre integralmente, vista la sua natura e la sua attualità a sette anni di distanza. "A partire dal 1 gennaio 1997, le Contrade, direttamente o indirettamente, non ospiteranno più (anche se i gruppi fossero inviati da istituzioni od enti pubblici e non) pranzi, ricevimenti o cene diretti a non contradaioli o che, pur diretti a contradaioli, non abbiano connessione diretta e chiara con l'attività istituzionale e/o tradizionale contradaiola. Non saranno perciò, a titolo significativo, ammesse somministrazioni di cibi e bevande in occasione di congressi, pellegrinaggi, convegni, riunioni di gruppi in genere (anche di senesi) che si trovino a riunirsi per qualsiasi motivo non collegato, o collegato solo marginalmente e non istituzionalmente (riunioni di associazioni, riunioni per pensionamenti, nozze, comunioni, lauree, ecc.) alla vita e tradizione contradaiola; specificando peraltro che festeggiamenti per comunioni, nozze e similari sono ammesse se riguardanti contradaioli frequentatori. A partire dal 1 gennaio 1997, la durata delle cosiddette "sagre" sarà ridotta a non più di otto giorni complessivi, curando che il periodo ricomprenda il giorno della festa titolare; i festeggiamenti dovranno rientrare nella tradizione contradaiola e dovrà essere evitato comunque di pubblicizzare le dette attività attraverso qualsiasi forma (che possa far pensare ad attività rivolte a non contradaioli). Si autorizzazione del Magistrato delle Contrade, le cosiddette "sagre" potranno anche svolgersi in periodi non collegati alla Festa titolare (mai superando comunque gli otto giorni complessivi nell'anno) per ragioni che il Magistrato stesso ritenga di accogliere. A far tempo da oggi, le Contrade, sia direttamente sia indirettamente, non organizzeranno più alcuna discoteca o spettacolo ... " 16 aprile 2004 |