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Quarant'anni fa la Cassazione stabilì che ... Questa sentenza, che porta la data del 19 ottobre 1962 ed il numero 2622, è stata scoperta ed adatta alle esigenze del mondo contradaiolo dal Professor Comporti che ne illustrò gli effetti in occasione del suo intervento nel famoso "Congressone delle chiacchiere" del 1978. La sentenza è stata poi ripresa negli anni '80, sotto la gestione del Sindaco Barni, in uno studio elaborato dall'avvocato Mario Borsi allorché si doveva "giustificare" la natura giuridica delle Contrade davanti alla Regione Toscana. Ma cosa affermava la Cassazione quarant'anni fa e perché è così importante per il momento che sta attraversando il mondo contradaiolo? Quarant'anni fa la Cassazione stabiliva che le persone giuridiche, sorte anteriormente all'Unità d'Italia, non doveva richiedere un formale riconoscimento, così come richiesto dall'art. 12 del codice civile, perché vengono "automaticamente sussunti nel nuovo ordinamento quali insopprimibili realtà di fatto o di diritto preesistenti". Quindi le Contrade, che lo Stato italiano ha definito "storiche" nella legge n. 75 del 1976, realtà insopprimibili per la loro caratteristica natura giuridica assunta antecedentemente all'Unità d'Italia. La conclusione è quanto meno ovvia ed indica la strada da seguire; una strada che collega studi, sentenze e ricerche storiche ad un unico obiettivo definitivo: la Contrada è un ente giuridico. Non è necessaria una legge ad hoc; esistono le sentenze e le vittorie in tutti i tribunali d'Italia per dimostrare non sono frutto di leggende, ma di una storicità senza confronti nello Stato italiano, vista anche la loro "continuità ed esistenza" nel tempo. Sergio Profeti 14 aprile 2004 |