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Giuseppino della Mucchina e il successore sfruttano il mondo contradaiolo e l'ignoranza degli onorandini La ricerca del "nome ad effetto", com'è quello di Tommaso Di Tanno, è frutto di un vero e proprio disegno messo in pratica da Giuseppino della Mucchina che ha servito sul piatto dorato al successore l'opportunità di recuperare terreno nella sua disastrosa gestione amministrativa della Festa. Il tentativo può definitivamente considerarsi fallito, sia perché nelle vacanze pasquali non è pensabile che un tributarista, bravo quanto vi pare tanto che suggerisce le mosse a Giuseppino, possa pensare di approfondire studi sulla natura giuridica delle Contrade, che richiedono una competenza ed un'illustrazione del tema che si vanno ad arricchire nel tempo; sia perché i tempi dell'intervento di Di Tanno sembrano dettati a sommo studio. Perché, infatti, è emersa la soluzione dell'illustre tributarista solo dopo la presentazione della documentazione alla Guardia di Finanza? E perché si è pensato di ingarbugliare la situazione facendo giungere a Siena uno "speciale inviato" dello studio associato, quando lo stesso studio era già in possesso dell'intera documentazione? Gli onorandini si sono fatti prendere in giro sia dal successore che da Giuseppino perché erano particolarmente in stato di fibrillazione progressiva e poi perché, nella loro ignoranza, non avevano assolutamente osservato tutti i suggerimenti e le indicazioni che provenivano da un accurato studio da parte del professor Comporti eseguito nel 1987. Per lo sfruttamento di immagine, ricercatissima da parte di Giuseppino e del successore, si sono fuse due situazioni maturate all'interno degli onorandini: paura ed ignoranza. Sergio Profeti 13 aprile 2004 |