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Ciò che la Guardia di Finanza sostiene non è vangelo tributario Oggi, con l'incontro dei "tecnici" e dei vertici locali della Guardia di Finanza, cala il primo dei numerosi sipari che saranno innalzati dal mondo delle Contrade per non gettare al vento tutto il patrimonio di sentenze e concetti raccolto negli ultimi 40 anni. A prescindere dal legittimo e corretto intervento della Guardia di Finanza, sarà opportuno sostenere la diversità dei ruoli operativi tra i finanzieri ed i giudici. Spetta, infatti, a questi ultimi imporre, interpretare e stabilire l'effettiva efficacia della portata delle norme di legge. La Guardia di Finanza ha un ruolo istituzionale ben definitivo, ma ciò che sostiene nella sua indagine non è certo "vangelo tributario". Se i modi di agire e di operare dei finanzieri risultano essere corretti sui dettami normativi, non si può escludere a priori che la loro impostazione possa sfuggire ad angolazioni di diversa impostazione del problema. Perché una legge, in qualsiasi campo applicativo sia rivolta, possa risultare perfettamente rispondente all'eventuale infrazione commessa è necessario l'intervento di un giudice. Questo per i principi fondamentali garantiti dalla Costituzione italiana. Le Contrade devono credere nel potenziale che possono incrementare, proprio attraverso sentenze e decisioni sparse in tutta Italia. Se i "tre dell'Onda" non si fossero opposti al decreto penale ricevuto, oggi ci troveremo davanti alla mancanza di certezze giudiziari che, al contrario, sono subentrate e sono lì a dimostrare l'essenza del Palio corso sul tufo. Se la Civetta avesse optato per il pagfamento dei diritti di successione, oggi il mondo delle Contrade non potrebbe sbandierare, nelle sedi opportune, una sentenza della Suprema Corte di Cassazione, che rappresenta una pregevole testimonianza dell'esistenza di specifici nuclei che posseggono una specificità giuridica ben delineata. Giustamente la Guardia di Finanza scorre i tabulati delle "categorie economiche" sotto la lente tributaria e considera le Contrade come Enti sottoposti al suo conbtrollo. L'impostazione della Guardia di Finanza, come detto9, non è "vangelo"; vangelo saranno le decisioni dei quattro gradi di giudizio tributario previsto dall'ordinamento italiano. Le Contrade di Siena non devono sfidare nessuno, ma non possono permettersi il lusso di accettare un ruolo che la storia non le attribuisce, come già sostenuto e dimostrato. Sergio Profeti 5 aprile 2004 |