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Squalificare i cavalli

Siamo nuovamente a trattare un argomento legato al Regolamento del Palio che, fortunatamente, non può essere né compreso, né recepito dall'attuale struttura comunale. Si tratta di un altro meccanismo, che sarà affinato in questi mesi che ci separano dalle prossime elezioni amministrative dell'autunno 2004, molto semplice e, proprio per questo, di non facile apprendimento. La situazione, che si crea, grazie soprattutto alle formule clientelari del Fallimentone equino, sulla presenza pilotata dei cavalli alla tratta, ha ormai i Palii contati. Il successore del Sindaco di Siena, abusando del proprio potere e commettendo l'ennesimo banale errore amministrativo, ha cercato di riparare con l'esclusione dei proprietari dei cavalli dal contributo, commettendo un'infinità di illeciti che saranno puntualmente verificati ed esposti in occasione del nostro processo. Ma non è questo l'argomento che ci preme evidenziare, ce ne sarà il tempo. L'infelice scelta di attuare azioni punitive nei confronti dei proprietari, del resto completamente illegali, non hanno portato i frutti necessari, poiché si è agito nel creare numerosi presta nomi ed altrettanto numerose prese di giro. Lo testimonia, in modo univoco, quell'assurdo elenco dei proprietari che svolge un ruolo fondamentale nell'erogazione dei contributi. L'obiettivo punitivo va, infatti, spostato non sulla persona fisica, ma sull'animale, il quale, in fin dei conti, non ha alcuna responsabilità dei "patteggiamenti" che vengono organizzati dal rispettivo proprietario. Ma il valore equino è tale che, colpendolo, si crea automaticamente un danno quasi irreparabile per i proprietari furbotti. Come agire di conseguenza? Fermo restando che le "regole" vanno scritte prima dell'inizio dei giochi, e non possono essere "amalgamate" a seconda delle situazioni e nel momento in cui si elargiscono i soldi, è opportuno individuare il momento dove può subentrare la "punizione". E l'azione disciplinare dovrà arrivare al momento della tratta: i cavalli che servono per fare i giochetti vengono squalificati per tre anni. Applicando queste "nuove regole", attraverso un'ordinanza, andrebbero ad essere colpiti gli interessi diretti di quel proprietario che si è prestato all'ormai "tradizionale" giochino noto a tutti. Applichiamo la nuova regola alla tratta dello scorso agosto. Due soggetti, Alghero e Zetsunn, non vengono segnati alla tratta per "giochini", essendo i due cavalli stati ingaggiati per il palietto di Bientina. Che significato c'è a colpire i proprietari se i due cavalli restano ancora nel giro? Ecco perché l'azione va rivolta verso il "bene" che produce reddito: il cavallo appunto. Squalificare, ed escludere automaticamente da tutta l'attività paliesca, per tre anni un cavallo significa andare a colpire gli interessi che si sviluppano attorno al suo nome. Inutile, infatti, escludere il proprietario, a cui può subentrare, come sempre subentra, un presta nome familiare; è opportuno andare a colpire gli interessi, cioè il cavallo. Nuove regole, scritte prima che i giochi inizino. Piccoli insegnamenti che non hanno alcuna possibilità di essere recepiti in questa fase amministrativa. Se ne riparlerà nell'autunno 2004. Così, semplicemente.

Sergio Profeti

22 luglio 2003