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Quando Siena insegna al mondo

Il caos organizzativo e di idee, che sta assediando il calcio professionistico in questo periodo, richiama all'attenzione il nostro mondo paliesco. Il caos che ha gettato nel ridicolo i vertici del calcio professionistico italiano ha trovato il suo punto cruciale nell'intervento del TAR a favore del Catania. E' evidente rilevare che, se al posto di Carraro ci fosse stato Artemio Franchi tutto questo non sarebbe successo, anche perché, quando Franchi era Capitano della Torre, e nei ritagli di tempo faceva anche il Presidente della Federcalcio, Carraro, sì proprio lui, era Presidente della Lega e telefonava a Firenze 18 volte al giorno. Ma questi sono tempi passati e dettagli superflui. Perché questo nostro titolo? Perché Siena, grazie soprattutto ed esclusivamente al legame del professor Paolo Barile con la città (e non solo), ha risolto già da 15 anni i problemi di competenza territoriale e amministrativa tra il "suo" Palio e il TAR. Ci riferiamo, ovviamente, all'ormai celebre sentenza del TAR del 1989, passata alla storia paliesca come la "sentenza dell'Onda", attraverso la quale l'intelligenza dei giudici amministrativi ha arricchito di un maggior significato l'intera storia secolare del Palio della città, o, meglio, della sua Festa. Il TAR in quell'occasione, ribadendo poi gli stessi concetti con Silvaninocaro nel 1995, stabilì che, sulle problematiche relative alla cosiddetta giustizia paliesca, Siena poteva disporre sanzioni disciplinari che non avevano più alcun fondamento di legalità con lo Stato italiano. Nacque in quell'occasione il nuovo termine "meta-giuridico" che permette, ma solo su problematiche disciplinari, al Comune di Siena di gestire la Festa della città attraverso i propri organi disciplinari e solo con questi. Attualmente, da parte dell'Ufficio confinante con quello del successore del Sindaco di Siena, si fa un uso improprio, ed anche abusivo, oltre che incompetente, del concetto di "meta-giuridico", spiattellandolo e sfruttandolo su delibere di nomina, di assegnazione del Masgalano, oltre che per rispondere agli animalai. L'esatto e corretto riferimento al meta-giuridico stabilito dal TAR è quello che da anni andiamo a sostenere, con argomentazioni e non con chiacchiere. Ma questo è un altro discorso. Tornando al caos calcistico, è opportuno segnalare che Artemio Franchi non si sarebbe lasciato sfuggire questa occasione del 1989 per applicarla sui terreni di gioco. Con Carraro la situazione è quella che tutti sappiamo. Il titolo che abbiamo usato è, forse, un tantino esagerato, ma è certo che Siena può insegnare a molti ambienti la "retta via" della legalità amministrativa. Con semplicità.

Sergio Profeti

24 luglio 2003