SUNTO

 Sunto non si compra ... si legge gratis - Dal 1976 l'informazione paliesca senza un briciolo di pubblicità -  contatti

 

 

Il giubbetto protettivo del Ricceri

Ancora una volta la meticolosa cura che Alberto Ricceri riserva alla sua attività equina riporta all'attenzione generale la sicurezza che deve essere rivolta ai fantini che corrono sul tufo. Fermo restando che uno degli aspetti fondamentali, che caratterizzano il Palio di Siena, è legato alla sua secolare storicità (ci riferiamo al rapporto che esclude la responsabilità dell'ente organizzatore -il Comune di Siena- sugli incidenti ai fantini), è opportuno evidenziare come proprio la diretta responsabilità dell'Ente organizzatore -il Comune di Siena- subentri nel rapporto con i fantini in occasione sia delle provine regolamentate che della tratta. Il Sindaco di Siena (Pierluigi Piccini), nelle sue numerose intuizioni organizzative, trovò il mezzo per salvaguardare in parte la sicurezza dei fantini per la tratta con l'obbligo del cap; obbligo che gli onorandini rifiutarono, assumendosene le responsabilità, in occasione delle prove. La storicità e l'unicità della manifestazione paliesca viene ad evidenziare proprio queste piccole "sfumature" organizzative. Il Comune di Siena organizza in prima persona l'intera manifestazione paliesca, dall'estrazione all'applicazione delle sanzioni disciplinari; ma, pur esistendo un preciso regolamento comunale, lascia alle partecipanti al gioco (le Contrade) quella libertà che, nel caso in esame, è evidenziata dal "rifiuto" dei cap per le prove. Tornando, comunque, all'argomento che vogliamo dibattere in questa occasione, è evidente che il Comune di Siena dovrà, dopo il cap, pensare seriamente all'uso del corpetto protettivo per la tratta. Il fatto che i fantini siano coperti da un'assicurazione comunale è il motivo per cui il discorso non può più essere rimandato. D'altronde è vero che attualmente il Comune di Siena vede "installato" il successore del Sindaco di Siena (Pierluigi Piccini) e, di conseguenza, ci troviamo davanti ad una fase dove è difficile pensare che si possa comprendere queste note. Non è colpa nostra. Il discorso, ovviamente, va, come suol dirsi, "tenuto caldo", non tanto per verificare incidenti in occasione della tratta, quanto per far maturare l'opinione generale verso questa soluzione che, da facoltativa, dovrà diventare obbligatoria.

Sergio Profeti

20 maggio 2003