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L'abusivo auto-potere del successore

Una delle due: o il successore si è montato la testa su problematiche che riguardano la giustizia paliesca; oppure, per controbilanciare le asprissime critiche che ha recentemente subito senza replicare, deve inventarsi nuove disposizioni regolamentari per restare in galleggiamento. E' così che, sicuramente, è nata l'ultima "stravaganza paliesca" del successore che, per rispondere agli attacchi degli onorandini il 1 dicembre, si è inventato un nuovo potere. Il fatto che l'invenzione sia maturata in quattro e quattr'otto assume il preciso significato di un'arrogante replica a chi aveva osato, dopo un letargo di silenzi, arrabbiarsi per le decisioni inventate assunte a difesa dell'operato della Creatura per agosto 2003. Sta di fatto che, di punto in bianco, la Giunta (ma solo quella che obbedisce ai suoi ordini) potrebbe addirittura inasprire le pene comminate in primo grado dalla Creatura. L'invenzione è pura e, come tale, illegittima. Va bene che l'amministrazione, che dal maggio 2001, crea danni all'immagine interna ed esterna della città ci ha abituati a delle soluzioni illegali ed illegittime per il dettato delle normative che si applicano nella Reppubblica italiana, ma pensare, adesso, di disegnare a proprio uso e costume un Regolamento del Palio ci appare quanto meno suscettibile di particolari attenzioni degli organismi contradaioli. Il successore si è già fortemente bruciato sulla sua "stravaganza" di applicare il 101 a quelle Contrade i cui fantini cambiano posto; si è bruciato a tal punto che si è rimangiato tutto di sana pianta. Adesso quest'altra "stravaganza" che allontana ancor di più le due principali componenti che danno vita alla Festa: il Comune (l'organizzatore di tutte le fasi) e le Contrade (le protagoniste di tutte le fasi). C'è tempo sufficiente per far battere al successore un'altra boccata al canape. Noi ci siamo, sempre; ma gli onorandini continueranno ad esserci, oppure subentreranno i capitani?

Sergio Profeti

10 dicembre 2003