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Il Regolamento è chiarissimo: la Giunta non può scalettare le sanzioni del giudice paliesco

La Giunta del successore, che passerà -e passa- alla storia della città come quella che falsifica atti amministrativi e non conosce le leggi italiane (un esempio per tutti l'abuso volontariamente messo in atto per Mociano), sta mettendo in piedi un castello di schiocchezze inaudite sul Regolamento del Palio. In verità non la Giunta che si esprime in prima persona, ma lo stesso successore che dimostra, con estrema chiarezza, non solo di non conoscere le norme del Regolamento, e quindi di non saperle applicare, ma se le inventa di sana pianta. In termini molto più semplici, il successore è un Icigi (Incompetente di Certificazione Garantita). Vediamo i motivi che non possono essere controbattuti da nessuno. Il successore si è esaltato nel sostenere che la nuova sanzione al Bruco (da deplorazione a censura) fosse garantita dall'applicazione delle norme regolamentari. Al contrario, la nuova sanzione al Bruco è un abuso di illegittimo potere e costituisce una vera e propria violazione al Regolamento del Palio. Non lo dice chi scrive, lo afferma a chiare note il Regolamento stesso che non ammette né interpretazioni né invenzioni da parte del successore. Inoltre, di recente, e cioè il 1 dicembre, il successore ha chiaramente sostenuto davanti agli onorandini che la Giunta può non solo diminuire ma anche aumentare le sanzioni del giudice paliesco. La visione che il successore ha del Regolamento del Palio è allucinante, ed è destinata a peggiorare di Palio in Palio. Prima di analizzare brevemente le norme regolamentari, è opportuno segnalare al lettore che il successore ha fatto parte della Commissione di revisione del Regolamento del Palio che nel 1999 ha portato alla nuova figura del giudice paliesco, ma in occasione delle varie riunioni il successore stesso è rimasto sempre o assente o muto, poiché non aveva alcuna posizione da far emergere. Premesso questo, vediamo brevemente perché la Giunta non ha assolutamente i poteri per scalettare nuove sanzioni disciplinari, ma deve solo o accogliere o respingere il ricorso. In altri termini l'unico organo giudicante in materia paliesca è il giudice paliesco che analizza in modo esclusivo il dossier disciplinare. Perché questa sicurezza? Perché lo indica chiaramente il Regolamento del Palio là dove impone ai Deputati della Festa, contrariamente al passato, di passare la propria relazione al giudice paliesco, relazione che deve comprendere tutti gli allegati possibili ed immaginabili. Solo attraverso l'esame di questa relazione scattano i provvedimenti disciplinari, nel senso che eventuali "occhi di riguardo" del giudice paliesco non possono essere analizzati dalla Giunta. Facciamo il caso tipico che è successo ad agosto: la Creatura, su suggerimento del successore, non ha sanzionato il Ricceri per aver nerbato il cavallo della Torre (le prove fornite da Salicotto erano inoppugnabili); di conseguenza la Giunta non ha preso alcun provvedimento nei confronti del Ricceri. L'analisi è talmente semplice che, proprio per questo motivo, non può essere né capita, né interpretata dal successore. Dunque prima cenciata-lezione al successore: l'unico organo amministrativo che stabilisce chi deve subire le sanzioni è il giudice paliesco. Seconda cenciata-lezione al successore. Cosa fa il giudice paliesco una volta che ha stabilito le sanzioni? le comunica direttamente agli interessati, perché questi possano presentare reclamo alla Giunta. Non è un caso che queste delibere del giudice paliesco assumano il termine di "proposte sanzionatorie". Cosa avviene nella pratica? Il giudice paliesco scrive, con la sua ordinanza e notifica, all'interessato: "Guarda bellino (o bellina), io ti propongo questa sanzione. Se non l'accetti fai ricorso". Ed avviene così. Chi non accetta la proposta inoltra ricorso alla Giunta. L'analisi è talmente semplice che, proprio per questo motivo, non può essere né capita, né interpretata dal successore. E passiamo alla terza cenciata-lezione. Chi fa ricorso alla Giunta lo fa tenendo in considerazione due elementi: l'entità che deve subire e le motivazioni che hanno prodotto la sanzione. La Giunta ha limiti molto limitati e deve solo analizzare questi due elementi: l'entità e la motivazione. Nel caso di nuove visioni, proposte dagli interessati, il suo ruolo è quello stabilito dal 1993 e che riguardava i compiti del Consiglio comunale: o accetta le motivazioni e, quindi, cancella la sanzione di primo grado; oppure rigetta il ricorso e conferma la sanzione. Tutto qui. L'analisi è talmente semplice che, proprio per questo motivo, non può essere né capita, né interpretata dal successore. Figuriamoci, a questo punto, se la giunta ha il potere di stabilire una sanzione che aggravi la situazione disciplinare dell'interessato! Certo, da una Giunta che falsifica gli atti ed inventa le leggi dell'ordinamento italiano, plasmandole per imbiancare di legalità il proprio operato, non ci si può neppure stupire, più di tanto, delle allucinanti espressioni formulate ufficialmente agli onorandini da parte del successore. Conclusione finale? Il successore, nel Regolamento del Palio (e non solo in questo), "'un ci capisce niente", ma proprio niente. Così, semplicemente.

Sergio Profeti

9 dicembre 2003