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Capitanbruschelli
L'obiettivo suo, e di tutto il
comprensorio di Vagliano, è quello di alzare l'undicesimo nerbo in
alto. Un obiettivo questo che, forse ad agosto, verrà centrato, ma per
luglio si può ipotizzare tranquillamente l'ennesima passeggiatina sul
tufo, con un ingresso pulito a S. Martino in decima posizione e una
curva presa con il compasso. Il problema di Capitanbruschelli a luglio
è e resta sempre lo stesso: quel falso colonnino da affrontare appena
calato il canape. A terra Capitanbruschelli non ha perso tutta quella
potenzialità che da oltre un lustro lo contraddistingue sul tufo.
Stesso impegno in allenamento, stessa disinvolta ragnatela tessuta con
le Contrade fedeli, e fedelissime, stessi stratagemmi con quel gruppo di
fantini che ha visto crescere. Sotto questi aspetti Capitanbruschelli
resta sempre Capitanbruschelli. Ma il problema per lui è l'uscita dall'Entrone,
il 2 luglio, quando assieme agli altri se ne va dritto dritto verso il
canape. Può anche continuare a fare la voce grossa tra i due canapi, ed
avrà sicuramente ragione, ma per lui il problema si verifica allorché
Gugliemi farà cadere quel canape. Ecco, se Capitanbruschelli lo vedremo
in testa a S. Martino lo si saprà solo ed esclusivamente in quel
momento, quando cioè cadrà il canape. Come reagirà il cervello di
Capitanbruschelli, pro o contro la traiettoria del falso-colonnino, lo
sapremo proprio il 2 luglio, quando suonano le 24. Nell'attesa?
Nell'attesa ci viene in mente la soluzione più tranquilla:
Capitanbruschelli nell'Aquila con Mari leggermente ad infastirlo in modo
tale che tutti vissero felici e contenti in attesa del colpo grosso di
agosto nella Tartuca. Così, semplicemente
Sergio Profeti
18 febbraio 2008 |