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La lettera di ringraziamento di Favella al vero Sindaco di Siena

Egregio dottore,

per prima cosa deve scusare la grafia di questa lettera, ma sa noi equini, al contrario di voi umani, dobbiamo scrivere con gli anteriori che tengono, contemporaneamente, in zampa la penna, per cui può quasi sembrare una lettera illeggibile, ma chiara nei contenuti. Cercherò di essere sintetica. Io la televisione non la guardo perché mi brillano troppo gli occhi e ho letto quindi con attenzione tutti i commenti di questi giorni, ma non trovando alcun riscontro sui materassoni, che anche il direttore di Sunto le aveva apertamente contestato, sono qui a ringraziarla di cuore. Vede dottore, se adesso posso scrivere lo devo solo a lei, perché se lei non avesse messo questi benedetti materassoni sa che fine avrei fatto? Non pensiamoci nemmeno, mi viene sempre la pelle d'orso quando vedo le fotografie. Le posso assicurare, e mi creda sulla parola, che quando mi sono trovata lì, ho avuto paura. Io glielo dicevo a Gianluca: «Oh nini, frena; sennò qui si va dritti, dritti e si sfonda tutto!». Non c'è stato niente da fare, forse un problema di traduzione immediata. Allora, sa cosa ho fatto dottore? Mi sono detta: qui bisogna pararsi. Ho messo l'anteriore destro dentro il materassone e la sensazione piacevole che ho ricevuto mi ha dato fiducia. Poi c'ho messo quello sinistro e infine ci sono entrata dentro, ma proprio dentro con tutta la testa. Oh dottore, ma lo sa che mi sembrava d'essere dentro un cuscino morbido morbido dell'ultima generazione? Tant'è che, quando sono tornata sul tufo, ero sì un po' rincoglionita, sfido chiunque a non esserlo, ma tutta intera, intera. Ho guardato Gianluca e ho scosso la testa. Non porto rancore a nessuno, io, ma insomma penso che abbia capito che ci si poteva ritrovare tutti e due in quella tavola calda. Chissà se la sera avrebbero servito della buona carne fresca di cavallo! Non ci voglio pensare e sarà meglio che smetta di leggere i giornali e guardare le fotografie. A me mi piace tanto correre a Siena, ma se avessi corso prima del 1999 che sarebbe successo? Guardi, non mi ci faccia pensare proprio per niente. Glielo dico con molta onestà; a me di quello che dicono gli animalai mi interessa un bel fico secco. A me mi interessa solo tornare dal mio Francesco che capisce tante cose, anche se si tratta di un umano. Per sua pura informazione posso promettere che, il prossimo luglio, non avrò paura quando rivedrò i materassoni. Ah dimenticavo. Ho parlato, grazie ad un cugino tafano, anche con Giordhan, ed anche lui si unisce ai ringraziamenti. Spero di non averla annoiata e se passa da Monteriggioni mi venga a trovare. Se dovesse togliersi la barba le darò anche una leccata. Un giorno le racconterò anche come mi hanno visitata. Le voglio tanto, tanto bene.

Sua per sempre, Favella

20 agosto 2007