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Colpa dei cavallai o del sistema a cui si sono adeguati?

Vedere iscrivere così tanti cavalli, alcuni praticamente inutili per l'attività paliesca del 2007, è sintomo di attaccamento ai soldi da parte di moltissimi cavallai, non certo un attaccamento alla Festa. L'obbligo di essere presenti in queste fasi pre-paliesche induce tutti a seguire alla lettera le disposizioni emanate, non tanto per creare effettivamente un "parco cavalli addestrati per il tufo", quanto, piuttosto, per far quadrare i bilanci di scuderia. C'è, quindi, da chiedersi, con estrema semplicità se questo groviglio di norme, di sensazioni clienterali e di organizzazione ormai sfuggita al controllo, non rappresenti un adeguamento al sistema da parte di chi, come i cavallai, producano effetti negativi all'intero ambiente paliesco. Certo, sarebbe necessaria, e opportuna, una radicale riformattazione dell'intero meccanismo pre-paliesco, anche se i cavallai, proprio in una condizione come l'attuale, trovano indiscussi benefici economici, adeguandosi completamente agli obiettivi personali che non tengono assolutamente presenti gli interessi della Festa. Crescendo il numero ci sono più visite veterinarie da effettuare, ma anche più straordinari da segnare nel foglio: un circolo in cui si rincorrono "sensazioni" alle quali danno una mano diretta i cavallai che guardano un unico obiettivo: ricevere i soldi della Mucchina. Così, semplicemente.

Sergio Profeti

19 giugno 2007