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Mai più quelle frasi ad effetto del "ci s'è sempre creduto"

Il Palio di Provenzano, nella sua unicità, è già stato vinto da Capitanbruschelli. Certo, manca ancora di conoscere il nome dell'associazione storica (il problema è solo marginale) e quello del cavallo (problema fondamentale di questo Palio), ma per il resto è già tutto definito e ben stabilito (dal 17 agosto 2006). Se, ancora una volta, Capitanbruschelli è riuscito a stabilire i paletti su cui articolare le intere strategie paliesche, il merito è da ascrivere solo a lui ed un po' anche alla carenza, definiamola di "fantasia", dei Capitanini. Comunque, ad appena 15 giorni dalla tratta, Capitanbruschelli non a ancora vinto il Palio di provenzano, anche se lo vincerà. Se non lo dovesse vincere, però, c'è da avanzare un'altra concreta certezza. Cioè Capitanbruschelli è riuscito ad abbattere, in modo definitivo, quel concetto, o, se si preferisce, quelle frasi ad effetto che vengono pronunciate in caso di vittoria (non di Capitanbruschelli). E le frasi ad effetto, che tanto fanno gioire i quattrogiornisti, non avranno peso in questo provenzano, perché, nel caso in cui Capitanbruschelli non giungesse primo a terzo bandierino, ci sarà sì da gioire, ma mai pronunciare, o sperare, nella fine di un "mito del Palio". Se Capitanbruschelli non riuscisse a fare 11 sarà solo un'intersecazione di fattori negativi (per Vagliano), non certo perché qualcuno possa, trionfalmente, affermare, baciando il nuovo vincitore, "Noi, ci s'è sempre creduto". E nell'euforia, che potrebbe derivare dall'insuccesso di Capitanbruschelli, almeno queste frasi da patacca qualche Capitanino può sempre risparmiarcele. Così, semplicemente.

14 giugno 2007