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Capitanbruschelli ha superato e doppiato se stesso

Certo non ci sarebbe più da stupirsi, eppure, nonostante il predominio incontrastato sulle strategie del Palio, quello di Siena e gli altri del resto d'Italia, si resta sempre sbalorditi allorché ci troviamo davanti ad una situazione glaciale, ad appena 17 giorni dalla tratta, com'è quella che si presenta oggi agli occhi dei commentatori palieschi. Mai si era visto, o assistito, ad un fatto così strategico, dove le strategie contradaiole non esistono affatto. E' tutto in mano ad un solo personaggio, quel Capitanbruschelli che si è ormai convinto di possedere in modo autoritario  tutte le chiavi di lettura di questo Palio di Provenzano, in particolare, e di quelli futuri, nel caso in cui dovesse far "cin-cin" per l'undicesima volta. Sicuramente è l'apice di una realizzazione strategica che non ha bisogno di ulteriori "applausi"; certamente ci troviamo davanti ad un Palio che ricalca alla perfezione, massima, un bagaglio di conoscenze paliesche che non hanno limiti. E' fin troppo semplice affermare ce Capitanbruschelli abbia superato, se non doppiato, se stesso in quella corsa strategica che o vede da solo a comando nella regia di tutti i tasselli. Freddezza nella decisione, al pari di un'immediata risoluzione dell'intricata questione dello scacchiere, fanno sì che il 29 giugno, tra il tocco ed il tocco e dieci, tutto si sia già concluso con i Capitanini a dover rincorrere, ancora per qualche ora, una monta, o, meglio, "quella" monta che lui, Capitanbruschelli, ha lasciato a disposizione: soluzione A o soluzione B? Troppo bravo, ma anche troppo perfetto.

La Redazione di Sunto

12 giugno 2007