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Con Izino e il maghetto è in pericolo la salvaguardia equina Per dimostrare che il meccanismo regolamentare funziona, dopo le trasgressioni ed invenzioni attuate a corollario del caso-Desmon, è possibile che Izino prenda per mano il maghetto Reitano e lo convinca a concedere senza batter ciglio tutte quelle esenzioni che dovessero giungere in occasione delle prove. Sarebbe così dimostrata la valenza regolamentare e, contemporaneamente, verrebbero messi in crisi tutti i meccanismi per eludere una clamorosa esclusine dalla corsa del Palio. Far comprendere al maghetto questo concetto è impresa ardua, anche perché lo stesso Izino è lontanissimo dal poter elaborare una simile eventualità, vista la sua radicata incompetenza gestionale nell'organizzazione paliesca. Di conseguenza, anche soprattutto della "risistemazione" regolamentare che Izino ha dovuto, suo malgrado, subire, resta valido il principio secondo cui è meglio non chiedere esenzioni per le prove in modo da presentarsi il 2 luglio tra i canapi. Tutto ciò, naturalmente, va ad incidere sul progetto, intrapreso con successo, dal vero Sindaco di Siena (Pierluigi Piccini) in quanto viene sempre meno la "salvaguardia equina". E' naturale che, dopo la spinta del caso Desmon, ognuno cercherà di attuare quei meccanismi necessari tesi a portare al canape il cavallo e questo perché il maghetto mai vorrà correre il rischio, trattandosi di un veterinario che non ha ancora capito i meccanismi palieschi, di ritrovarsi con un cavallo infortunato il 2 luglio, dopo che lo stesso era stato esentato anche per una sola prova. E, grazie esclusivamente all'azione intersecata tra Izino e il maghetto, ci troviamo davanti ad uno scenario che preoccupa, nonostante l'intervento del Priore della Chiocciola. 6 giugno 2007 |