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L'esclusione di Favella e Ginger de Mores a luglio per evidenti responsabilità del Comune di Siena Forse era necessario che si verificasse il caos dell'esposizione in Palazzo della bandiera dell'Oca, anticipata da quella del Nicchio, perché l'intera città comprendesse fino in fondo in quale situazione organizzativa navigasse il Palio di Siena; ma, come sanno benissimo i nostri tre lettori quotidiani, non era necessario assistere a quelle scene di totale "imbarazzo decisionale" a cui si è assistito. Basterebbe, infatti, mettere a fuoco, tra le centinaia e centinaia di esempi che si sono verificati dal luglio 2001 (caso Altoprato) ad oggi, per rendersi conto dell'assoluta impreparazione, non-conoscenza dei meccanismi e assoluta non-capacità con cui ci si deve confrontare quotidianamente tra i corridoi di Palazzo. Un ennesimo esempio si è avuto a Provenzano con la bocciatura di Ginger de Mores e di Favella, o, meglio, di come il maghetto Reitano ha giustificato la loro estromissione dalla tratta, un'estromissione che fa diretta rima con incapacità. Ginger de Mores è stato escluso perché il maghetto ha testualmente dichiarato che il soggetto non era mai stato presente alle fasi della tratta e pertanto necessitava di un ulteriore rodaggio sul tufo. Il maghetto non era a conoscenza, perché non aveva avuto il tempo necessario di informarsi, che Ginger de Mores, contrariamente a quanto affermato, non era assolutamente nuovo per il tufo, avendo corso a 4 anni di età alle provine regolamentari dell'agosto 2006, e, pertanto, la sufficiente arroganza di questi veterinari produce danni economici di non indifferente risultato, oltre che a danneggiare la stessa Festa. Il maghetto, sicuramente, dimostra di non possedere quelle qualità amministrative che, a contrario, dovrebbero coadiuvarlo in decisioni sì importanti, ma soprattutto credibili. Ma se con Ginger de Mores siamo davanti ad aspetti completamente ridicoli, con Favella si è toccato, in ordine cronologico, veramente il fondo più completo. Alla prima richiesta avanzata dai proprietari di informazioni-delucidazioni sull'esclusione del cavallo, a fondo inglese, il maghetto si è limitato ad accennare, leggendo le cosiddette "caratteristiche" tecniche, all'art. 23 del Fallimentone 2007 che prevede l'obbligo alla partecipazione all'attività ippica del Comune nell'annata. Cioè, per il maghetto, Favella è stata esclusa per "non sufficienti corse di addestramento". Motivazioni completamente false ed inventate, e per dimostrare ciò è particolarmente semplice controllare la nostra scheda sul cavallo. Allorché al maghetto è stato sul punto prontamente ribattuto, con il relativo "curriculum corsa", un'analisi più approfondito della scheda "nascosta" ha fatto trasecolare gli stessi proprietari. Il cavallo presentava una lieve zoppia al flex nell'anteriore, gli esiti radiografici sono risultati negativi. Ed allora perché l'esclusione? Perché, nell'arbitraria ricostruzione del maghetto, che evidentemente dimostra di non essere un veterinario da Palio, Favella non corrisponde al modello, creato dallo stesso maghetto, consono al "cavallo da Palio". A questo cadono braccia e quant'altro. Favella, infatti, a cinque anni (cioè nel 2005) non solo era stata ritenuta dentro questo fatiscente "modello alla maghetto", ma aveva partecipato alla tratta di agosto ed era risultata assente a quella di luglio. Nel 2006, evidentemente, è tornata indietro perché così stabilito dal maghetto, che riesce a fornire giustificazioni che vanno al di là di ogni logica per i comuni terrestri. Proprio un maghetto ad origine controllata. Izyno, poverino, non si rende assolutamente conto, né ha la voglia e la volontà di preoccuparsi in quanto è assolutamente non-capace, di cosa stia accadendo nel mondo equino paliesco di cui lui stesso è il principale ed unico responsabile. Sta di fatto che a luglio due proprietari si sono sentiti argomentare esclusioni di due cavalli, che sarebbero giunti alla scelta dei capitani, attraverso meccanismi completamente inventati da una struttura che vede nel maghetto un veterinario non assolutamente all'altezza del compito paliesco. Così, semplicemente. Sergio Profeti 24 luglio 2007 |