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L'intervento dei Giudici della Vincita e la Festa va sempre più in giù Questo nuovo capitolo dello sfascio della Festa edizione 2007 è rappresentato da quella firma di Alessandro Falassi in calce ad una lettera che mai, e poi mai, sarebbe dovuta essere scritta e recapitata alla stampa, con Sunto tranquillamente ignorato da questa forma comunicativa di natura casareccia. A Falassi proprio non riusciamo a perdonare questa caduta di stile, vista la sua impeccabile misura del ruolo delle istituzioni. Che poi Falassi non abbia capito che. così facendo, forniva un ulteriore punto di appoggio al Nicchio, questo proprio non riusciamo ad accettarlo, viste le sue attenzioni e conoscenza su una tematica delicata. Ha ragione l'onorando del Nicchio quando afferma, senza mezzi termini, che il ritorno nello «stanzino» ha giustificato una decisione frettolosa; questo Falassi doveva perfettamente capirlo. Come si fa, nel Palio di Siena, a firmare un verdetto inappellabile (e questo particolare Falassi lo consoce perfettamente) e poi ritornare sui propri passi per andare a vedere un filmato completamente falsificato nella prospettiva e non assolutamente confacente ad un eventuale sereno esame? Già, come si fa a scrivere una lettera in maniera "autonoma" che accresce sempre più il distacco tra i settori interni dell'organizzazione, come se ogni poderino svolgesse un ruolo a sé e non intersecato nei meccanismi della Festa. Da un "calibro" del tipo di Falassi ci attendevamo una silenziosa ma decisa posizione, come nel suo stile, non con carta e penna, ma lassù sul palco dei Giudici, evitando ogni ulteriore fraintendimento sull'esito della vittoria. Il drappellone calato agli ocaioli, ed il disco verde porta anche la sua firma, doveva essere il punto essenziale da focalizzare. La bandiera del Nicchio esposta a Palazzo era un optional che, silenziosamente, Falassi avrebbe dovuto focalizzare e far rimuovere, assieme ad Izyno. Riunioni nello «stanzino», o lettere inoltrate sono servite solo per spingere la festa sempre più in giù, sempre più verso lo sfascio. Sergio Profeti 9 luglio 2007 |