| Quello che si sentiva sempre
sussurrare e che non era mai accaduto. A vincere in un arrivo come
quello di stasera è sempre la Contrada che si trova all'esterno in
quanto la linea ipotetica che collega il bandierino alla fessura sul
palco dei Giudici è messa in una condizione tale che non esiste
l'angolo retto. Ovvio e naturale, per il linguaggio paliesco, che a
vincere sia sempre la Contrada che si trova all'esterno. Ed è giusto
che ci si trovi a vedere il trionfo dell'Oca.
Fasi della mossa particolarmente agitate con due
uscite impartite da Guglielmi de Vulci, un allineamento annullato ed un
canape giù.
Canu entra quando Capitanbruschelli è fuori
posto e lo lascia lì.
In corsa alcune cadute, di cui torneremo nel
prossimo aggiornamento. Splendida corsa dell'Atzeni in una corsa
magistralmente condotta davanti a tutti per i tre giri. Grande anche la
prestazione di Andrea Mari che spinge Dostoevskij fino al bandierino e
viene privato della vittoria solo in considerazione della linea.
Incredibile e grottesca la situazione che si è
creata sotto il palco dei Giudici con ocaioli e nicchiaioli ad esultare.
Alle trifore del palazzo appare prima la bandiera del Nicchio, poi c'è
un ripensamento, si controlla e si assegna infine la vittoria
(giustamente) all'Oca. E' un'altra sensazione di sfascio vero e proprio
dell'intera macchina organizzativa su cui torneremo. |