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Non possiamo assolutamente sparare sulla Croce Rossa La situazione è decisamente e particolarmente delicata per cui è opportuno un nostro passo indietro per evitare di mettere a crudo problematiche, che si presentano di una delicatezza tale e che ci costringono a seguire, oggi, questa soluzione. Domani vedremo se il clima sarà leggermente più stemperato. In parole povere non possiamo permetterci di sparare sulla Croce Rossa e sui precisi ed individuati responsabili dell'intera vicenda. Ieri sera, al termine di posizioni isterico-esibizioniste si è assistito al cambio sul Verrocchio, da Bodio a Guglielmi de Vulci; e su questo argomento ci sarà una voragine di argomenti da spiattellare sulle nostre pagine. Eppure questo Palio, dedicato al volontariato, presentava innumerevoli spunti gustosi per Sunto. Dalla carenza del maghetto nell'affrontare i proprietari di cavalli, all'ennesima dimostrazione che il mondo contradaiolo rigetta in modo assoluto il clientelismo della Clinica di Ciampoli (anche ieri la partita è finita 8 a 2 per il fondo inglese). Si poteva parlare, e analizzare oggi, delle sconvolgenti situazioni in cui è scivolato, prima, Capitanbruschelli e dopo, addirittura, il Capitano della Tartuca, e mettere nella dovuta considerazione il piccolo capolavoro del Nicchio e della Chiocciola, che hanno creato le condizioni, nella scelta dei cavalli, di stravolgere le indicazioni di Capitanbruschelli. Oppure si potrebbe analizzare il penoso silenzio, tutto di matrice di Izino, che si è verificato al momento della stesura di cavalli e fantini ieri sera attorno alle ore 20. E poi tante chicchine. Non abbiate timore. Ci sarà tempo per tutto. Ma oggi no. Forse più che di Croce Rossa si potrebbe parlare di Croce Rosa Pallido, ma non si può sparare e affondare. C'è Siena e la sua Festa al di là di tutto e di tutti. A presto. Sergio Profeti 30 giugno 2007 |