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Il maghetto è come gli animalai: guarda solo le zampe ciondoloni

La domanda posta da Laura Valdesi è di quelle che sono destinate a scrivere pagine intere. Chiede, nell'intervista apparsa su La Nazione sabato 23, al maghetto la giornalista: «Un auspicio per questa annata?» Ed il maghetto risponde: «Mi auguro che sia la quarta consecutiva nella quale i frutti del lavoro di selezione, del monitoraggio, sulle prove di notte porti a una scelta che consenta alla Festa di filare via liscia. Segno di un ambiente che è molto cresciuto, i fantini stessi sono più consapevoli della salvaguardia». Veramente una risposta incredibile e che ci fa paragonare il maghetto ad un gruppo animalaio che, guardando la tv di Stato, si augura, esultando, solo se un cavallo finisce con la zampetta ciondoloni. La filosofia del maghetto è uguale a quella degli animalai: si guarda solo ed esclusivamente se la zampetta va a destra e a sinistra. La situazione equina in queste ultimi quattro anni è più che mai allarmante e basterebbero due nomi, escludendo tutti gli altri che non hanno trovato negli animalai punti di riferimento, per far comprendere al maghetto tutto il pressappochismo del giudizio formulato. I nomi di ET di Gallura e Barattieri, ad esempio, dovrebbero far tornare alla mente del maghetto una serie di raccapriccianti dischi verdi. Ce ne sono, di nomi, un'infinità con Desmon che è lì a far capire a tutti che il fumo certe volte non annebbia la vista. Se non si sono verificati incidenti che avrebbero fatto gioire gli animalai lo si deve esclusivamente a quell'idea del vero Sindaco di Siena (Pierluigi Piccini) definita "materassoni". La filosofia del maghetto, al contrario, è orientata, come gli animalai, solo nel raccogliere i cocci a S. Martino. E questa visione falsa l'intera lettura della situazione. Quanto poi al riferimento della salvaguardia della festa da parte dei fantini, osannati dal maghetto, ... stendiamo un velo pietoso sopra lo stesso maghetto. Ancora non si deve essere accorto dell'entità delle sue affermazioni. Così, semplicemente.

Sergio Profeti

26 giugno 2007