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Perché Bruschelli vuole tenere Tittia in panchina? La configurazione, che si va a delineare nei Palii di Legnano e Ferrara che, tradizionalmente, segnano l'ultimo appuntamento di rilievo tecnico che anticipa Provenzano, parla un linguaggio abbastanza insolito per la lunga panchina che usa Vagliano nella sua strategia paliesca. Giovanni Atzeni detto Tittia, infatti, non viene dato "partente" né a Legnano, dove è stato rimpiazzato da Ricceri, né a Ferrara, dove Bruschelli punta senza mezzi termini nello Zeddino. La scelta di relegare un prodotto del vivaio di Vagliano lascia il campo a molti interrogativi che portano ad un'unica so9luzione. Bruschelli vuole, infatti, "conservare" Tittia per il tufo, senza creargli quei dissapori tecnici che ogni Palio porta dietro sé, anche nel rapporto con gli altri colleghi. Voler tenere l'Atzeni in panchina non è certo un motivo disciplinare, quanto, piuttosto, una meticolosa preparazione per Provenzano. Ed è qui che, ancora una volta, Bruschelli dimostra una consapevolezza tecnica di grande respiro e di notevole interesse. Come si vede la preparazione di Vagliano per Provenzano parte da molto molto lontano, attraverso una conoscenza dello scacchiere che, evidentemente, non si limita ai confini geografici del tufo, ma si allarga verso tutte quelle occasioni che vanno ad infittire la ragnatela dei Palii d'Italia. Se l'Atzeni è il predestinato alla vittoria di Provenzano 2006 questo significa che, a Fucecchio, il fantino reciterà solo il ruolo del "portatore di borraccia" in quanto poi, tutto, verrà meticolosamente riproposto sul tufo. Ed a Provenzano il Bruschelli saprà ben curare le piante di alloro che, sul tufo e contrariamente a quanto avviene a Mociano, non secano. Proprio perché vengono bagnate già in inverno. Con estrema semplicità. Sergio Profeti 4 gennaio 2006 |