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Cosa dice Fucecchio: vittoria che scombina i disegni? Il successo dello Zeddone, ai danni del fratello Zeddino, è apparso come la logica conseguenza di una prestazione superiore del soggetto. Si è avuta l'impressione che lo Zeddone sia stato quasi costretto a superare il fratello per la differenza di tenuta dei due soggetti. Eppure questa vittoria va letta anche con altra prospettiva, visto che il predestinato alla vittoria doveva essere lo Zeddino. Lo Zeddone, infatti, al momento dell'abbassamento del canape da parte di un ottimo Bircolotti, asi è completamente disinteressato di schizzare in testa, eseguendo il compito di fungere da ostacolo al Mari, il quale, progressivamente, si sarebbe trovato anche costretto a superare gli impatti-ostacoli creati dall'Atzeni. Ed allora, se si parte dalla considerazione che il compitino era stato immediatamente svolto perché sostenere che la vittoria dello Zeddone non sia stata dovuta solo ai rapporti di forza equina? Perché a questo punto subentrano tutti gli intrecci di letture che portano a Vagliano ed al tufo dello scorso agosto. Può essere che Vagliano abbia voluto sdebitarsi della situazione tecnica che si era creata a suo vantaggio sul tufo; come,del resto, è possibile che le disposizioni, e non ordini, siano stati o mal interpretati, oppure tese a mettere in condizione di vittoria chi si trovava nelle migliori condizioni, dopo, comunque, un'attenta valutazione-pulizia. Se la vittoria dello Zeddone abbia scombinato i disegni di Vagliano, lo sapremo solo con il prossimo appuntamento di Vagliano; fino ad allora le chiavi di lettura possono essere fornite per riuscire a comprendere fino a che punto le mani di Vagliano si addentrano nei ritmi tecnici di tutti i Palii d'Italia, Siena, naturalmente, compresa. 6 settembre 2005 |