SUNTO

 Sunto non si compra ... si legge gratis - Dal 1976 l'informazione paliesca senza un briciolo di pubblicità -  contatti

 

 

L'errore è del 2005, ma con il salvataggio dell'Aquila se ne creano altri

L'onorandino dell'Aquila è stato abile a saper bussare alle porte dei DS per far sì che non potesse scattare la sommatoria di deplorazione e l'unico modo di ottenere il risultato era quello d andare a leccare la struttura del potere economico della città. Questo è stato fatto e questo è un consolidamento cui dovranno rivolgersi in futuro sia le Contrade che i fantini. Risultato ampiamente ottenuto, ma se l'onorandino pensa che Izino abbia "studiato" le cosiddette carte, commetterebbe un errore, anche se l'onorandino dell'Aquila pensa di appartenere, come Izino, alla categoria dei furbacchiotti di Palazzo. Pensare di aver convinto delle proprie ragioni Izino con una documentazione fotografica, come l'onorandino ieri ha sostenuto dalle colonne del quotidiano della città, significa che lo stesso onorandino non si è accorto di parare davanti ad una platea ben più numerosa di quella dei dirigenti DS. Basterebbe vedere il filmato nel momento in cui lo Zeddone imbocca il terzo Casato per accorgersi che dal Palco delle comparse scendono ben otto figuranti, che poi si dileguano verso il Casato una volta che ad alzare il nerbo sarà i Mari. E queste sono prove così evidenti che non ammettono alcuna discussione. La sanzione comminata dalla Sciagura è legittima: se entra a comparsa in pista prima del termine della corsa scatta la deplorazione, sia che si tratti di un figurante, che di due, o di otto come nel caso dell'Aquila. E la sanzione è una sanzione conosciuta sin dall'antichità paliesca, allorché nel 1692 si stabilì il divieto alle Contrade di abbandonare i proprio posto all'interno della Piazza finché non fosse consegnato il Palio, a dimostrazione del fatto che, anche nella preistoria paliesca, l'invasione di pista rappresentava un problema. Ma questi sono argomenti completamente sconosciuti sia all'onorandino dell'Aquila, che ad Izino, che alla Sciagura. Tornando al salvataggio dell'Aquila, le cui motivazioni saranno portate a conoscenza nel pomeriggio, dopo la notifica ufficiale, è evidente che l'errore sia stato quello di non sanzionare nel 2005 il Bruco con la deplorazione, per disposizioni di Titì. Adesso con il salvataggio dell'Aquila si è andati ad accumulare errori amministrativi su errori, in una chiave di lettura che Izino, evidentemente, non sa apprendere. Siamo fermamente convinti, e lo saremo anche nel futuro, che l'Aquila meritava la deplorazione a luglio per l'invasione nutrita dei propri figuranti, sia per la giurisprudenza paliesca scritta senza pressioni politiche o a vanvera dell'era Izino; come siamo fermamente convinti che, per agosto, non deve scattare assolutamente la responsabilità oggettiva nel comportamento del Columbu. Ecco perché stasera l'Aquila si troverà squalificata. Comunque, i complimenti l'onorandino dell'Aquila li merita a scena aperta, perché ha dimostrato di saper usare il potere a proprio vantaggio. Così, semplicemente.

Sergio Profeti

2 novembre 2006