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La marmellata del Bruschelli Il frutto è quello prezioso e delicato delle more, da cui produrre, in limitata quantità, una marmellata con i fiocchi. E' un frutto curioso, morbido, gustoso, che, per essere colto, necessita di un minimo di sforzo e di attenzione. Non è come le prugne, le ciliegie, o le pesche o qualsiasi altro frutto. La marmellata di more è più impegnativa, sia per la raccolta che per la presenza di spine; è per questo che la marmellata di more è meravigliosamente gustosa. Luigi Bruschelli detto Trecciolino è un amante di marmellate, ma quella di more è riservata e viene custodita con approfondita cura. Si trova in un classico barattolo di vetro e, stranamente, non può essere "sollevata" dal cucchiaio da minestra, bensì da un mini-cucchiaino accuratamente disegnato e costruito dal falegname di famiglia. In certi periodi dell'anno il barattolo resta aperto, poi, quasi in concomitanza con l'estrazione delle Contrade, si chiude, con tanto di movimento per fare il sottovuoto. Così la marmellata si conserva meglio. Nel frattempo, chi è riuscito a "pescare" la marmellata di more, con il "cucchiaino di famiglia", pensa di poter spalmare sulla fetta biscottata (o di pane appena sfornato) un'intera mestolata; ma la realtà non sarà così. Anche se tutti pensano di aver pescato, con il "cucchiaino di famiglia", la parte centrale della marmellata c'è sempre la possibilità di ritrovarsi, sulla lingua, qualche spina che, evidentemente, o non era stata accuratamente scartata, oppure vi si trovava deliberatamente. Con il Bruco a sfruttare al meglio questo periodo dorato per allontanare, d'incanto, tutti gli anni di attesa. Così, semplicemente gustando la marmellata di more di Trecciolino. Sergio Profeti 19 gennaio 2005 |