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Le regole per affrontare il Casato sono semplici Il "gioco" del Palio è abbastanza semplice, fin troppo semplice e banale. Eppure la credenza popolare lo vuole complicato, pieno di misteri (che non sono mai esistiti) e di un flusso misterioso che solo pochi hanno il potere di comprendere, ma non di trasmettere. Ma il Palio è semplice, fin troppo ed è solo la voglia di farlo diventare complicato, inventandone ritmi e cadenze, che fa del Palio un misto di semplice banalità e di complicata astuzia. A conferma di ciò c'è la Curva del Casato che rappresenta tutte le contraddizioni proprie del Palio e di quello che abbiamo sopra esposto. Il Casato per tre giri si affronta nella maniera più semplice possibile, come vogliono le regole della Piazza: in fila indiana. O, se meglio si preferisce, uno dietro l'altro. Esistono, infatti, nella Piazza ben altri punti su cui pensare di "attaccare" chi è davanti e di far valere contemporaneamente mestiere e forza di cavallo; ma mai, e poi mai, si può pensare di ribaltare una situazione tecnica al Casato. Entrare, o forzare, l'ingresso all'esterno o sfiorando il colonnino cercando l'appoggio in chi si trova davanti assume il significato proprio di chi in Piazza del Campo non è stato abituato a correre, e a pensare. Ci sono quelle che in fisica vengono chiamate "forze cinetiche" che non permettono ribaltamenti degli studi e che garantiscono, sulla carta e nella pratica, la perfetta sicurezza della pista e della corsa. Chi ignora le regole del Casato mette in discussione l'intero sistema organizzativo e di sicurezza dell'impianto ed è su questo indirizzo che vanno proiettati gli sforzi di tutti, una volta che, per il bene della Festa, il "predestinato successore" lascerà per sempre il Palazzo. E' vero che nel Palio ci sono i furbi, o chi pensa di saper impostare le svolte tecniche senza tenere nella dovuta considerazione tutto ciò che emerge dalla cultura secolare di una corsa semplice e sicura. Ma è anche vero che i quattrogiornisti, oggi, impongono a ciascun dirigente di "rombare", non per il gusto di disintegrare secoli di storia e regole certe, quanto per "uscire da Piazza a testa alta". Sono i lati negativi della mentalità sportiva del quattrogiornista, una mentalità che non ha nulla a che vedere con il Palio, almeno quello di Siena. 31 gennaio 2005 |