|
SUNTO Sunto non si compra ... si legge gratis - Dal 1976 l'informazione paliesca senza un briciolo di pubblicità - contatti
|
|
|
Entrare nella gestione equina è ormai inevitabile
E' sempre più vicina la configurazione di tutto il quadro dei capitani, tant'è che si può prevedere per la prima decina di gennaio la convocazione di una delle più delicate riunioni di tutti i 17 Capitani. Da questa mini-assemblea dovrebbero svilupparsi due direttive: una verso la scelta del Mossiere 2004 (che ci auguriamo, dopo le disastrose interviste rilasciate e relazioni ufficiali firmate, non sia il romano Masala), l'altra verso il successore. Ovviamente è quest'ultimo "binario" quello più delicato ed importante da analizzare, specialmente per il futuro della Festa. I Capitani hanno il dovere, non solo nei confronti del proprio mandato rionale, quanto più per la salvaguardia della Festa, di fissare, sul tufo, precisi paletti dai quali il successore deve dipendere in queste ultime sue due ultime annate paliesche. Purtroppo, il mondo del Palio e l'intera Festa, deve subire per un altro biennio la disorganizzazione più completa della macchina organizzativa del Comune di Siena; bisognerà farsene una ragione. Ecco perché i Capitani dovranno creare tutte quelle condizioni che non vadano a ricercare l'interesse singolo, bensì quello collettivo. In altri termini i Capitani hanno nella mani la migliore soluzione per evitare il continuo rotolare della Festa verso quel precipizio, perfettamente inquadrato dal successore. L'ambito equino rappresenta, a nostro parere, uno di quei paletti, da piantare sul tufo, essenziali ed inevitabili vista la piega che vuole assumere l'attuale gestione del successore. Va semplicemente ricordato ai Capitani che la mattina della tratta, una volta che i Veterinari hanno effettuato l'ultimo controllo sanitario (art. 45), la "responsabilità equina" ricade tutta, e completamente, sulle loro spalle, compresi anche gli effetti penali dell'art. 727. E' opportuno quindi indirizzare la propria attenzione, non tanto sui tempi previsti dall'art. 45, quanto, piuttosto, anticipare concretamente la propria "responsabilità" ad altre "fasi equine" ben distinte, facendo leva dei propri organici professionali. Il coinvolgimento, quindi, delle Contrade nella fase della previsita, gestita ed amministrata dal Comune, risulta, a nostro parere, ormai inevitabile, sia per le maggiori garanzie che derivano da una conoscenza immediata dei vari soggetti, sia per una scelta dei "dieci" più responsabile e concreta. E questo potrebbe essere uno dei numerosi paletti da piantare sul tufo. Sergio Profeti 31 dicembre 2003 |