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Cosa si legge da Fucecchio

La conclusione a sorpresa, nel risultato finale, di domenica a Fuecchio presenta una chiave di lettura ben precisa per Provenzano. A prescindere dal risultato finale, con la vittoria di un ritrovato Bandini a tutti gli effetti, da Fucecchio giunge una veduta ben delineata con due schieramenti precisi e facilmente individuati. Uno ha fatto capo ad Andrea Mari, l'altro a Giovanni Atzeni. Non è caso che i due si ritrovino squalificati per Provenzano, e non è neppure un caso che entrambi si ritrovino assieme a Ferrara domenica prossima. La vittoria a Fucecchio di uno dei due era già scritta sulla carta e molti particolari tendevano a ché tutto scivolasse secondo le previsioni. E' vero che per la finale è venuto a mancare il Coghe, ma il sacrificio in un ruolo inusuale del Pes ha riparato all'assenza. Ed è proprio il sacrificio del Pes che va analizzato, con il tempo e la pazienza, per comprendere quanto fosse complessa la situazione di Fucecchio. Il fatto che sia lui che il Coghe confermassero la monta della vigilia, pur in presenza di soggetti un po' inferiori rispetto agli altri (non dimentichiamo che i due si sono contesi l'ultimo posto disponibile per accedere alla finale), assume un significato ben preciso. I giochi del Palio sono abbastanza semplici e vanno ad intricarsi in una miriade di sentieri che devono, tutti, riproporsi in un unico riferimento. Non è certo colpa degli "scudieri di Fucecchio" se i due big non hanno vinto. Ad agosto i ruoli si invertono e da big si torna ad essere scudieri. Il tufo deve maturare cadenze e ritmi e si ottiene l'olimpo proprio nel momento in cui si comprende che il sentiero, pur tortuoso, vede una sola luce; là tra i canapi del tufo.

25 maggio 2004